15 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
M5S teme che anche Cantone lavori contro la Severino

Giordano: «De Luca è la foglia di fico per riabilitare Berlusconi»

Il presidente dell'Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha dichiarato che sarebbe ora di fare “il tagliando” alla Legge Severino. Nel frattempo, alcuni nomi illustri del Pd si apprestano a scendere in campo per supportare la candidatura di Vincenzo De Luca, vincitore delle primarie, a presidente della Regione Campania.

ROMAIl presidente dell'Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha dichiarato che sarebbe ora di fare «il tagliando» alla Legge Severino. Nel frattempo, alcuni nomi illustri del Pd si apprestano a scendere in campo per supportare la candidatura di Vincenzo De Luca, vincitore delle primarie, a presidente della Regione Campania: Maria Elena Boschi, Graziano Delrio e Dario Franceschini. Anche se il candidato dem, proprio in virtù della Legge Severino, al momento sarebbe ineleggibile anche in caso di vittoria. Ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuta Silvia Giordano, esponente del M5S.

Che ne pensate voi del M5S della recente vittoria di Vincenzo De Luca alle primarie del Pd in Campania?
«Fanno tutti appiglio alla poca chiarezza della Legge Severino, ma il candidato De Luca al momento è addirittura ineleggibile, e in caso di vittoria non potrà ricoprire il ruolo di Presidente. Il Pd sta aspettando che ci si esprima sulla costituzionalità della Legge Severino, ma se da un lato è vero che si tratta di una legge non realizzata nel miglior modo possibile e che andrebbe migliorata, è altrettanto vero, però, che almeno va nella giusta direzione. Il problema è che nell'ascoltare Cantone e gli altri che ne chiedono la modifica, noi siamo spaventati dalla possibilità che si possa tornare indietro e andare nel senso opposto: il rischio è quello che venga peggiorata, non migliorata. Ci chiediamo perché, ogni volta, sono le leggi a dover essere modificate e non il comportamento dei politici italiani. E' vero che la magistratura deve fare il suo corso, ma la legittimità di una legge è cosa ben diversa rispetto alla responsabilità politica: e il Pd, di fatto, sta candidando in una regione complicatissima come quella campana un politico che non ha neanche il diritto di diventare il presidente di quella regione. Il Pd non si sta assumendo nessuna responsabilità su questo punto, ed è un atteggiamento assurdo: tanto più che il leader di questo partito è anche il presidente del Consiglio.»

Come interverreste voi sulla Legge Severino, per migliorarla?
«Bisognerebbe rendere più chiari gli artt. 7 e 8 della Legge Severino: si fa confusione sul fatto che la condanna debba essere definitiva o non definita a seconda che si tratti di una condanna nazionale o locale. E si fa confusione anche sui concetti di incandidabilità e ineleggibilità. Il problema delle Legge Severino è che non è del tutto chiara. Stiamo presentando una proposta di legge per chiarire i criteri di incandidabilità ed ed eleggibilità dei rappresentanti politici.»

Per la Legge Severino anche Luigi De Magistris, che è rimasto a ricoprire il ruolo di sindaco di Napoli grazie al TAR, avrebbe dovuto lasciare il suo mandato a seguito della condanna in primo grado nell'inchiesta Why Not. Per non parlare di Silvio Berlusconi, che resta momentaneamente ineleggibile: ritenete che possa essere riabilitato anche politicamente, dopo l'assoluzione da parte della Cassazione per il caso Ruby, e che possa tornare in Parlamento se viene modificata la norma?
«Certo che sì. Anzi, è perfettamente chiaro che sia Matteo Renzi a volerlo riabilitare anche politicamente. Non dimentichiamo che è stato il presidente del Consiglio a stipulare con Silvio Berlusconi il Patto del Nazareno. Il premier sta utilizzando personaggi di secondo piano e di minor impatto mediatico, per esempio lo stesso Vincenzo De Luca, proprio come pretesto per mettere mano alla Legge Severino: allo scopo di riabilitare ben altri personaggi politici di primo piano, come Berlusconi. E' chiarissimo che la vera finalità sia questa, ed è questo il grande dramma dell'Italia: non si fa mai una legge – né la si modifica - per un interesse generale, ma piuttosto per cercare di salvare qualcuno; se poi quel qualcuno è a livello locale De Luca, e a livello nazionale Berlusconi fa lo stesso. Siamo veramente alla frutta e purtroppo questo è l'andazzo del Pd.»