31 maggio 2020
Aggiornato 19:30
La Lega Nord contro l'uso ad personam della Legge Severino

Molteni: legge Severino ha fallito. Ma cambiarla ora significa fare il gioco del PD

Al DiariodelWeb, Nicola Molteni spiega perché è contrario a modificare ora la Legge Severino. Una legge che pure, a suo avviso, ha clamorosamente fallito nei suoi due punti principali: la prevenzione e la repressione della corruzione nella P.A. Ma cambiarla ora, in concomitanza con la vicenda De Luca, significherebbe soltanto fare gli interessi del Pd, che pure un tempo la usò contro Berlusconi.

ROMA – Legge Severino sì, legge Severino no? Il dibattito infiamma le pagine dei giornali e i dibattiti televisivi, dopo che Vincenzo De Luca, condannato in primo grado per abuso d’ufficio e per questo, secondo tale norma, di fatto ineleggibile, ha vinto le primarie Pd campane. Proprio ieri, a Otto e mezzo, Pierluigi Bersani ha ammesso che la legge avrebbe «delle rigidità» passibili di essere modificate, soprattutto in tema di abuso d’ufficio in primo grado, condanna tanto diffusa tra i primi cittadini. Eppure, per Nicola Molteni, deputato della Lega Nord e membro della Commissione Giustizia, la questione è più complessa. «Innanzitutto, penso che oggi i temi della giustizia italiana siano altri», sottolinea Molteni. «Dopodiché, è evidente che la Legge Severino ritorni nel dibattito perché serve ad hoc per il candidato governatore della Campania De Luca, e dunque perché serve al Partito Democratico», afferma.

MOLTENI: LEGGE SEVERINO SU ANTICORRUZIONE È FALLITA - «La legge Severino serviva al Partito Democratico per far fuori Berlusconi, e ritorna in auge ancora una volta per gli interessi del Pd per salvare il candidato governatore campano». Insomma, la Lega non vuole prestarsi a un dibattito che giudica del tutto sottomesso agli interessi del Centrosinistra. Nel merito della questione, però, Molteni sottolinea che «la legge Severino ha chiaramente fallito. Essa si compone di due parti: una sulla prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione con tutta una serie di atti a favore della trasparenza, e una parte repressiva», spiega il deputato leghista. «Su entrambe le parti, i fatti di cronaca evidenziano il fallimento di tale provvedimento, voluto dal Governo Monti e sostenuto dalla sinistra». Ma, ribadisce Molteni, «La legge Severino è l'ennesimo fallimento della Sinistra, che usa le norme ad uso e consumo proprio e sulla base dei propri politici. Oggi torna d'attualità per evitare l'eventuale decadenza o sospensione di De Luca se dovesse diventare governatore della Campania».

LEGGE DA MODIFICARE, MA NON PER FAR UN REGALO AL PD - Insomma, Molteni è chiaro: «Le leggi si modificano se c'è una necessità complessiva, non se c'è un bisogno singolo come in questo caso». E per la legge Severino, esiste tale «necessità complessiva»? Per il deputato della Lega sì, ma cambiarla ora significherebbe solo fare gli interessi di un solo gruppo politico. «Non modifico una legge nel momento in cui il dibattito si riferisce a un caso singolo. Io tirerei una linea sulla legge Severino, votata nel 2012 e condivisa dal Pd, perché ha fallito, indipendentemente dai casi singoli. Noto solo che il dibattito su quella norma viene rinfocolato nel momento in cui si verifica una fattispecie singola, e cioè il caso De Luca, e non è mai bene verificare la bontà di una legge nella concomitanza di un caso di questo genere». Certo, Molteni rileva come «per la sinistra, quando si trattava di Berlusconi la norma andava bene. Ora non va più bene perché ostacola un esponente politico di sinistra. Io dico che la legge Severino, per quello che sta accadendo e nelle amministrazioni pubbliche, e nella repressione dei reati di corruzione, è una legge che ha fallito. Quando una legge ha fallito va modificata. Ma le modifiche non le faccio nel momento in cui mi viene chiesto di farla per un caso specifico. La legge», conclude Molteni,«deve essere generale, astratta e non particolare. Invece ho la certezza che la legge Severino la si voglia cambiare per sanare la situazione di De Luca. E questo non va bene».

VERO PROBLEMA DELLA LEGGE SEVERINO? INEFFICACE SULLA TRASPARENZA - Insomma, l'esponente della Lega è chiaro: ci sarebbero tutti i presupposti e le motivazioni per cambiare una legge che, a suo avviso, non è riuscita nè a prevenire nè a reprimere la corruzione nella Pubblica Amministrazione: una problematica, dunque, che valica la mera questione della decadenza e dell'incandidabilità degli amministratori condannatiriguardando, più nello specifico, l'efficacia della norma a promuovere la trasparenza nella P.A. Eppure, modificarla adesso avrebbe una sola, principale conseguenza: quella di fare gli interessi del Pd. Il quale, quando si trattò di far estromettere Berlusconi dal Senato appoggiò la norma senza remore, ma che ora, dopo la vicenda De Luca, improvvisamente ne rileva le criticità. In ogni caso, nonostante le tante voci - oltre a quella di De Luca - sollevatesi a favore di una modifica della norma, sembra che il Governo, per ora, non abbia alcuna intenzione di metterci mano. Forse, per non rischiare che l'argomento usato tante volte contro Berlusconi, quello delle leggi ad personam, gli si rivolti contro.

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