19 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Politica monetaria

Borghi e Becchi rispondono a Draghi: «Euro revocabile come lo è lui»

L'esponente della Lega Nord e il filosofo sono stati ospiti di Gianluigi Paragone a La Gabbia su La7 dove si è parlato di uscita dalla moneta unica, e di possibili conseguenze per il nostro Paese

ROMA – L'euro è una scelta irrevocabile, come sostiene il governatore della Banche centrale europea, Mario Draghi? «E' revocabile come è revocabile lui», la risposta dell'economista della Lega Nord, Claudio Borghi, autore del libro Basta euro, intervenuto a La Gabbia su La7.

Le incongruenze di Draghi
L'esponente del Carroccio è andato oltre le battute, spiegando che Draghi è in un momento di confusione perché quando ha risposto ad una interrogazione di Marco Zanni ha paventato una multa da 380 miliardi di euro per i Paesi che fuoriescono dalla moneta unica, poi dopo ha sostenuto che non è possibile uscirne. «Non torna» ha detto Borghi venendo interrotto da Gianluigi Paragone che gli ha ricordato l'affermazione del numero uno della Bce quando ha legato l'irreversibilità dell'euro ai trattati europei. «E si sbaglia – ha insistito il leghista – Anche rispettando tutti i trattati è possibile uscire dall'euro rimanendo nell'Unione europea. Posto che uno lo desideri».

Becchi: «Non c'è nessuna clausola che impedisce l'uscita dall'euro»
In studio era presente il filosofo anti-euro, Paolo Becchi, che ha ricordato come lo stesso trattato di Maastricht prevede l'uscita dall'Ue e che è quello che sta accadendo proprio nei giorni nostri con la Brexit. In quello stesso trattato, ha insistito Becchi, «non è stata inserita nessuna clausola che impedisse l'uscita dall'euro», quindi per farlo dobbiamo recedere dall'Ue, ha chiesto. Per il docente universitario c'è una questione giuridica aperta di non facile soluzione, ma questa ambiguità di fondo è stata costruita ad arte, «per rendere irrevocabile l'adesione all'euro come dice Draghi».