18 novembre 2019
Aggiornato 03:00

Ryder cup, Grasso dice «no» alla garanzia statale da 97 milioni di euro e dà buca al governo e al Pd

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha dichiarato inammissibile l'emendamento che avrebbe inserito una garanzia statale da 97 milioni di euro per la Ryder Cup del 2022 nel decreto banche

ROMA - Lo stop alla garanzia statale di 97 milioni di euro per la Ryder Cup arriva nientepopodimenoché dal presidente del Senato, Pietro Grasso, che prima dell'avvio della discussione generale in Aula ha dichiarato l'emendamento approvato dalla commissione Finanze «non ammissibile».

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Quel "regalino" alla Ryder Cup da 97 milioni di euro
Ricordiamo che la garanzia statale alla Ryder Cup, la manifestazione golfistica che si svolgerà in Italia nel 2022 presso il country club della famiglia Biagiotti, era un'idea del precedente Esecutivo, il governo Renzi. Ma le proteste delle opposizioni (in primis quelle del M5S) lo convinsero a fare dietro front perché la cifra monstre dedicata al golf cozzava in maniera fin troppo evidente con le priorità del paese in tempi di crisi. Il governo Gentiloni ha tentato di riprendere le fila della questione inserendo un emendamento ( del senatore del Pd Renato Guerino Turano) per la garanzia statale alla Ryder Cup da 97 milioni di euro nel decreto banche, ma oggi il presidente del Senato ha messo definitivamente fine alla spinosa vicenda. 

Grasso: l'emendamento non è ammissibile
Grasso ha spiegato che la norma introdotta nel provvedimento «non riguarda soggetti istituzionalmente preposti alla tutela del risparmio di cui all'articolo 47 della Costituzione che è invece la finalità propria» del decreto. In apertura di seduta erano intervenute le opposizioni, a cominciare dal leghista Roberto Calderoli, seguito da Carlo Giovanardi di Gal. Tra gli iscritti a parlare anche Loredana de Petris (Si). Prendendo la parola, Calderoli aveva chiesto che la norma fosse dichiarata «irricevibile» o fosse stralciata perché estranea alla finalità del decreto, sollecitando, nel caso, anche la convocazione della giunta per il regolamento per una valutazione puntuale.

Non riguarda i soggetti preposti alla tutela del risparmio
Giovanardi aveva definito l'introduzione nel testo di questo emendamento un «atto assolutamente illegittimo». Grasso ha quindi preso la parola, tenendo a sottolineare che la presidenza aveva «già deciso indipendentemente da questi interventi» e ha comunicato che «ai sensi del regolamento» l'emendamento 26.0.25 «non è ammissibile» perché «non riguarda soggetti istituzionalmente preposti alla tutela del risparmio di cui all'articolo 47 della Costituzione che è invece la finalità propria finalità» del decreto.