15 novembre 2019
Aggiornato 19:30

Salvini in piazza: «Qui c'è l'Italia che vuole tornare a votare e difendere la sua identità»

Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno infiammato la piazza e invocato il ritorno alle urne. Il segretario del Carroccio ha inoltre lanciato le sue proposte per il programma elettorale della coalizione

ROMA – Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, è intervenuto alla  manifestazione di Fratelli d’Italia che si è svolta a Roma manifestazione di Fratelli d’Italia che si è svolta a Roma e dal palco allestito in piazza san Silvestro ha tenuto un appassionato discorso.

Salvini e Meloni infiammano la piazza
Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno infiammato la piazza. Il segretario del Carroccio e la presidente di Fratelli d’Italia chiedono a gran voce il ritorno alle urne e promettono un centrodestra capace di vincere la prossima sfida elettorale e difendere i diritti dei cittadini italiani. Salvini parla a ruota libera davanti alla piazza gremita subito dopo l’intervento di Giovanni Toti, non risparmia le critiche al governo Gentiloni, a Matteo Renzi e neanche quelle al governatore della Banca d’Italia, poi passa a contrattacco elencando il manifesto della nuova coalizione.

L’Italia ha bisogno di più sicurezza
Non c’è più spazio per l’ambiguità. Il paese ha bisogno di coerenza e il popolo deve riprendersi la sua sovranità. La sfida per le prossime elezioni è aperta. «Qui c'è l'Italia che vuole tornare a votare e difendere la sua identità, che ha bisogno di più sicurezza, chiede di chiudere le frontiere e vuole investire sulla famiglia», così ha esordito Salvini dal palco allestito in piazza San Silvestro. «La battaglia che abbiamo fatto su Roma la rifarei per tutta la vita anche se alla fine ha vinto Virginia, perché in questa piazza ci sono persone libere», ha proseguito il leader della Lega Nord rivolgendosi alle 20mila persone che hanno preso parte a Roma alla manifestazione di Fratelli d’Italia.

Subito al voto con qualunque legge
Salvini non si sottrae alle domande dei giornalisti che durante il corteo gli hanno chiesto delucidazioni sulle future alleanze del Carroccio. «Quando i giornalisti lungo il corteo mi chiedono delle nostre future alleanze, io rispondo che della legge elettorale non m’importa nulla perché bisogna andare a votare prima possibile. Con qualunque legge», ha spiegato il segretario del Carroccio. «Porte aperte perché siamo qua per vincere, chi fa politica per partecipare ha sbagliato mestiere perché le cose le cambi solo se vai a governare. Ma in passato abbiamo commesso errori», ha proseguito.

Nessun paese è padrone di se stesso senza la sua moneta
«Perciò ora chi ha tradito non troverà più spazio nelle liste»,
ha assicurato Salvini. Il leader della Lega Nord apre le porte a una «coalizione più ampia possibile, ma con un programma preciso che dice: ‘prima gli italiani’ innanzitutto». Il messaggio, come sottolinea lo stesso Salvini, è rivolto anche al filoeuropeista Silvio Berlusconi: «Nessun paese è padrone di se stesso senza la sua moneta». Dall’Unione Europea alle banche italiane il passo è breve e Salvini non risparmia le critiche al governatore della Banca d’Italia: «Questo signore dov’era quando rubavano i miliardi del Monte Paschi, di Banca Etruria, di Carichieti e Cariferrara? Il governatore di Banca d’Italia a pane e acqua dovrebbe stare».

«Sì» ai bambini, «no» ai clandestini
Salvini augura invece un «buon lavoro» al presidente Trump e al presidente Putin, e si lascia scappare un augurio per il paese: «averne a palazzo Chigi». Poi il segretario del Carroccio lancia le sue proposte per l’Italia: «Chiederò che i guadagni del festival di Sanremo vengano utilizzati per costruire strade e scuole nelle zone terremotate. Portiamo un po' di normalità in questo strano paese». Salvini vorrebbe inoltre che venisse reintrodotto un servizio militare obbligatorio di sei mesi per avere «un esercito pronto a difendere il suo paese, i suoi laghi, i suoi fiumi e le sue montagne» in qualsiasi momento. «L’unico richiedente asilo che mi piace è il bimbo di tre anni – ha concluso il segretario del Carroccio prima di cedere il palco a Giorgia Meloni - e vorrei riempire le culle, ma non gli alberghi di clandestini».