19 novembre 2019
Aggiornato 19:30

Salvini «smaschera le bugie di Renzi» da Floris

Il leader della Lega Nord a Di Martedì su La7, ha ricordato che i sondaggi danni il No vincente al referendum costituzionale e ha attaccato sulla sanità: «Il governo annuncia 2 miliardi in più, nella legge di stabilità se ne leggono tre in meno»

ROMA – Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ospite di Giovanni Floris a Di Martedì su La7, ha ricordato che i sondaggi danni il No vincente al referendum costituzionale del 4 dicembre. «Ormai che la riforma sia scritta quanto meno male è evidente a tutti però più giorni passano più si smascherano le bugie di Renzi».

Le bugie di Renzi sulla Sanità
Quindi il segretario del Carroccio ha fatto due esempi, ricordando che il governo ha promesso due miliardi in più per la Sanità, ma nella relazione tecnica alla legge di Stabilità si legge «l'anno prossimo per la sanità e per gli ospedali di tutta Italia ci sono tre miliardi e trecento milioni di euro in meno. Sulla sanità e sulla salute non si scherza quindi io voto no, oltre che per bocciare la riforma perché tu non puoi prendere in giro gli italiani per quanto riguarda la cura della loro salute». Come secondo esempio l'eurodeputato ha detto che a breve si «festeggeranno» due anniversari «amari»: il «quinto compleanno degli esodati, perché a 5 anni dalla legge Fornero ci sono ancora 10mila italiani e italiane senza pensione e senza lavoro». Poi settimana prossima, ha proseguito il leghista, «è il compleanno dei 150mila truffati da banca Etruria».

«Voto No per mandare a casa il padre costituente Verdini»
Floris ha provocato Salvini: «Se Renzi andasse a casa con il Sì, lei voterebbe così?» e il segretario della Lega subito: «Voterei anche forse, tiferei Inter al derby domenica prossima, verrei a Roma in studio a piedi. Perché è un voto, non solo sulla riforma, ma per mandare a casa non solo e soltanto Renzi ma anche un padre costituente come Verdini, per cui sono stati chiesti altri 4 anni di carcere».

«Destra e sinistra categorie sorpassate»
A «interrogare» gli ospiti anche il giornalista Massimo Giannini, che ha chiesto a Salvini cosa significa «destra oggi», anche dopo le due dimostrazioni di piazza che hanno visto contrapporsi il Carroccio a Firenze e alcuni di Forza Italia con Parisi a Padova. L'eurodeputato ha chiarito: «Innanzitutto c'erano due piazze molto diverse. A Firenze c'erano 50mila persone, 300 sindaci da tutta Italia. A Padova 300 riciclati con Parisi». Quindi Salvini si è detto poco convinto dell'attualità della categoria «destra» oggi: «Destra e sinistra sono etichette superate. La Brexit è di destra o di sinistra? Trump è di destra o di sinistra? Renzi è di sinistra?». Anche l'altro giornalista in sala, Paolo Mieli si è rivolto al leader del Carroccio, domandandogli con chi pensa di allearsi per diventare il prossimo premier. Salvini ha detto chiaramente che ha già avviato un percorso verso la presidenza del Consiglio con Fratelli d'Italia guidati da Giorgia Meloni, con Giovanni Toti, con Raffaele Fico, e ha concluso: «Sa con chi mi piacerebbe condividere il nostro progetto sull'euro, sulle tasse eccetera? Con la metà degli italiani che non vanno più a votare».