27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Partito democratico

Bersani e i «disdicevoli sorrisini» della Boschi

L'ex segretario del Partito democratico (Pd), ospite di Politics condotto da Gianluca Semprini su Rai3 si è detto dispiaciuto di non aver ricevuto le scuse del premier, Matteo Renzi, dopo i cori alla Leopolda ma che c'è chi è andato oltre...

ROMA – Pierluigi Bersani è ancora una furia, nonostante la ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, abbia provato a minimizzare quanto accaduto alla Leopolda, «a gridare è stato solo uno che è stato immediatamente stoppato» ha detto dalla Gruber. L'ex segretario del Partito democratico (Pd), ospite di Politics condotto da Gianluca Semprini su Rai3 si è detto dispiaciuto di non aver ricevuto le scuse del premier, Matteo Renzi, «se a uno non gli viene in mente subito, è inutile che glielo si chieda», il commento, ma ha spiegato di aver trovato «ancor più disdicevole i sorrisini di chi era lì e non ha fatto nulla».

«Ho votato tre volte la riforma, ma ho sempre chiesto di cambiare l'Italicum»
Per l'ex presidente del Consiglio non ci può essere un partito di sinistra dove «c'è la sudditanza e dove c'è l'arroganza», parole già pronunciate in questi giorni dallo stesso Bersani, che ha domandato: «Caro segretario, ma vuoi dire al tuo partito una cosa semplice?» cioè che un'organizzazione politica ha il «diritto/dovere» di dare un'indicazione di voto sul tema referendario, «ma tu sai anche che c'è una parte del mondo tuo, che si chiama Arci, Libertà e Giustizia, Anpi, che si chiama tanta gente, che la pensa diversamente». Il conduttore ha provato a mettere in difficoltà l'onorevole Dem, ricordandogli di aver votato per ben tre volte la riforma costituzionale e Bersani ha replicato: «Io ho sempre votato dicendo chiaramente lo faccio a condizione che si cambi l'Italicum e si eleggano direttamente i senatori. Punto».

«Non mi stupisco di Trump»
La puntata però si è aperta con uno sguardo all'attualità e in particolare alle elezioni americane, che ieri sera vedevano ancora Donald Trump solo candidato alla Casa bianca. Semprini ha tentato di strappare un pronostico al suo ospite, ma l'esponente della minoranza Pd ha dribblato: «Io spero in Hillary ovviamente, non mi stupisco di Trump». Bersani ha motivato dicendo di pensare che «si parla di noi» citando l'elezione di Orban in Ungheria, il caso Le Pen in Francia, il ballottaggio per il presidente austriaco, il referendum per il Canton Ticino, la «cosa Inglese» concludendo retoricamente «cosa aspettiamo a capire cosa sta succedendo?». Per il politico siamo di fronte a una «destra nascente, non liberista, protezionista, che dice non voglio né uomini né merci che vengono da fuori, la colpa è sempre dei messicani, o dei marocchini o dell'establishment che si fanno gli affari loro e poi fanno i buonisti con i messicani o i marocchini». Quindi l'ex premier ha attaccato Renzi, indirettamente, chiedendo: «Scusa ma noi davanti a sta roba ancora rimastichiamo una sinistra Blairiana che balbetta di opportunità, flessibilità, eccellenze».

«Renzi cattivo? Semplifica troppo»
Il giornalista ha poi citato il presidente del Consiglio, ricordando l'intervista in cui si è auto-definito «cattivo e arrogante», strappando una risata a Bersani che ha ironizzato: «Avrà pensato che sia un buon modo per comunicare, ma io non sono d'accordo» e ha aggiunto che non è interessato al fatto che Renzi sia cattivo o meno, «ha una certa natura che lo porta ad un eccesso di semplificazione». La puntata si è chiusa con un'altra freddura dell'ex segretario del Pd, che alla domanda «Verdini ha detto che se perde il referendum Renzi ne esce un po' ammaccato, lei cosa ne pensa?», ha risposto ridendo: «Ma lui è pronto a dargli soccorso....».