22 luglio 2019
Aggiornato 03:00
Ipotesi spacchettamento

Referendum in forse: scoppia la «bomba Onida»

A poco più di un mese dalla data scelta per la consultazione popolare, è attesa la sentenza del tribunale di Milano che potrebbe mettere in discussione sia la data che il quesito referendario stesso. Il giudice infatti ha presentato un ricorso che ne chiede lo spacchettamento

ROMA – A poco più di un mese dalla data scelta per il referendum costituzionale, è scoppiata la «bomba» Onida che potrebbe mettere in discussione sia la data della consultazione popolare, prevista per il prossimo 4 dicembre sia il quesito stesso che potrebbe venire spacchettato in più parti.

Ipotesi spacchettamento
Il tribunale civile di Milano ha preso altri 10 giorni per esprimersi sul ricorso presentato dal giudice costituzionale Valerio Onida e da un gruppo di avvocati che lo scorso 11 ottobre hanno impugnato il quesito referendario. La decisione dei magistrati milanesi era attesa per oggi ma il primo presidente della sezione civile Paola Maria Gandolfi ha spiegato che il verdetto arriverrà «non prima di dieci giorni». Nel caso venisse accolto il ricorso Onida, che si basa sulla legge istitutiva del referendum (la 532 del 1970), la consultazione popolare sarebbe in linea con la Costituzione solo nel caso venissero spacchettate le tematiche non omogenee fra loro. A quel punto gli italiani sarebbero chiamati ad esprimersi su 5 questioni: superamento del bicameralismo paritario, riduzione del numero dei parlamentari, contenimento dei costi della politica, abolizione del Cnel e revisione del titolo V della Costituzione.

Il ruolo della Corte costituzionale
Poi c'è l'ipotesi che i giudici milanesi inviino gli atti alla Corte costituzionale che potrebbe sospendere il referendum in attesa di prendere una decisione, come sostenuto da Onida in udienza. Tesi confutata oggi in Aula dall’avvocatura dello Stato, per bocca di Gabriella Vanadia, che ha sostenuto che la Consulta non ha alcun potere di sospensione, previsto solo sui conflitti tra Stato e Regioni. Se passerà quest'ultima interpretazione la Corte costituzionale avrebbe pochissimi giorni per decidersi.

Se viene rigettato il ricorso Onida
Ultima possibilità è che il ricorso Onida venga rigettato, aprendo la strada ad un giudizio in appello, oppure ad un provvedimento interlocutorio di citazione dei comitati promotori del referendum (non inclusi da Onida nel suo ricorso) e fissazione di una nuova udienza.