27 giugno 2019
Aggiornato 10:30
Governo Renzi

Tutti contro la proposta di Alfano di rinviare il referendum

Il ministro dell'Interno ha spiegato che far slittare la consultazione popolare «sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione», visto che l'Italia è stata colpita dal terremoto. Critiche da Forza Italia, Lega, Movimento 5 stelle e anche Partito democratico

ROMA – Stanno facendo discutere le parole del ministro dell'Interno, Angelino Alfano sulla possibilità di rinviare il referendum costituzionale previsto per il prossimo 4 dicembre. La proposta è stata criticata aspramente non solo dalle opposizioni, Forza Italia (Fi) in testa, ma anche dalla stessa maggioranza di governo.

Alfano, proposta da prendere in altissima considerazione
Intervistato da Radio Rtl Alfano ha spiegato che «non abbiamo chiesto nessun rinvio della data elettorale» ma «qualora una parte dell'opposizione fosse disponibile a valutare un'ipotesi di questo genere, sono convinto che sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione». Il ministro è intervenuto sull'argomento, commentando le notizie apparse oggi sui quotidiani sulla possibilità di rinviare la consultazione popolare a causa del terremoto in centro Italia. Alfano, parlando come responsabile del suo movimento politico, il Nuovo centro destra (Ncd), ha detto che «la posizione politica di Forza Italia, guidata da Berlusconi, che ha dovuto subire anche il terremoto dell'Aquila durante la propria gestione del Paese, conosce bene quanto diventi prioritario e indispensabile recarsi sul luogo del sisma e quanto anche dal punto di vista dello spirito pubblico diventi difficile una campagna elettorale che separa un Paese che invece ha bisogno di essere unito».

Forza Italia, idea assurda, sbagliata e nociva
Immediata la replica da parte dei forzisti per bocca di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico del partito, e Renato Brunetta, presidente dei deputati azzurri. Toti ha scritto su Facebook un post, in cui ha bollato la proposta come «sbagliata e nociva» per l'Italia, un Paese «paralizzato da mesi» a causa della campagna elettorale «permanete» voluta dal governo. Il governatore ligure ha concluso chiedendosi e ricordando che gli ultimi tre esecutivi non sono stati eletti, se i cittadini «hanno ancora diritto di dire la loro?». Poi è arrivato il comunicato di Brunetta che ha definito «assurda» l'ipotesi su un «fantomatico rinvio del referendum confermativo», che questa mattina il ministro Alfano ha «subdolamente cavalcato, gettando la palla nel campo delle opposizioni». Per il forzista tale possibilità non può essere accolta dal suo partito che ha una posizione «chiara e cristallina: rinviare la consultazione costituzionale sarebbe da folli e irresponsabili». Quindi l'ex ministro ha attaccato: «Il Paese, a causa di Renzi e dei suoi cari, è bloccato da più di 30 mesi da questa schiforma, e adesso qualcuno pensa di allungare ulteriormente il brodo in modo opportunistico sfruttando una tragedia come quella del terremoto? Davvero insopportabile». Infine Brunetta si è ricollegato al tema del terremoto: «Si vada a votare il 4 dicembre e parallelamente si mettano in atto tutte le misure necessarie per far fronte all'emergenza terremoto. Magari, e qui ci rivolgiamo al presidente Renzi, coinvolgendo le opposizioni e convocando a Palazzo Chigi il Tavolo di coesione nazionale. Fare presto e bene per il sisma, ma il referendum è un'altra partita che con la devastazione che ha colpito il centro Italia nulla ha a che fare».

Salvini, stanno indietro nei sondaggi e vogliono così tentare di recuperare
Anche la Lega Nord si è schierata apertamente contro ogni ipotesi di rinvio del referendum, come ha chiarito il segretario federale Matteo Salvini: «Noi siamo contrari». Per il leader del Carroccio la maggioranza e il governo, con il Sì, «stanno indietro nei sondaggi e vogliono così tentare di recuperare» consensi. Salvini ha concluso dicendo che l'esecutivo non è «per nulla interessato dal referendum in sé» invitandoli alla serietà attraverso l'avvio di «un'esenzione fiscale totale per cittadini e imprese che hanno perso tutto sotto le macerie».

Ruocco (M5s), hanno paura di una bocciatura
Contrarietà anche dal Movimento 5 stelle (M5s), con la deputata Carla Ruocco che ha spiegato dai microfoni di Radio Cusano Campus: «Renzi ne ha fatto una questione politica, non sta garantendo un cambiamento e una spinta verso il progresso e lo sviluppo del nostro Paese, il suo Governo è fallimentare, il voto che ha trasferito su sé stesso sarà una bocciatura netta, per questo cerca di rinviare il referendum». Ruocco ha continuato: «Bisogna vedere che cosa accadrà davanti al ricorso portato avanti da alcuni costituzionalisti. Detto questo bisogna informare le persone ed evitare che questa riforma possa essere portata a termine».

Ginefra (Pd), non possiamo permetterci altri mesi di stallo
Perplessità sulle parole di Alfano anche dai banchi della maggioranza, con il deputato del Partito democratico (Pd) Dario Ginefra che ha scritto su Facebook: «Leggo che alcuni chiedono il rinvio del referendum, da ultimo il ministro Alfano. Capisco il disagio di chi è chiamato ad operare nelle zone terremotate, ma credo che il Paese non possa permettersi altri mesi di stallo. Proviamo piuttosto a stemperare i toni di una campagna referendaria condotta, per la gran parte, come una vera e propria campagna elettorale per elezioni politiche, conludendola nel rispetto reciproco. Così si crea un vero clima di unità nazionale».