21 febbraio 2019
Aggiornato 22:30
Il premier: prima emergenza è psicologica

Terremoto, Renzi: nessuna deportazione. Ricostruiremo meglio di com'era

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in visita a Preci, ha promesso che, dopo il sisma dei giorni scorsi, non ci sarà alcuna deportazione, e che tutto sarà ricostruito meglio di com'era prima

Il premier Matteo Renzi.
Il premier Matteo Renzi. Shutterstock

ROMA - Nessuna deportazione: parola di Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio, parlando con i giornalisti nella città umbra di Preci, ha assicurato che tutto ciò che è crollato per gli ultimi terribili eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia verrà puntualmente ricostruito. «Ricostruiremo qui, nei luoghi terremotati, meglio, come era e dove era», ha promesso.

Energia e decisione
Renzi ha confermato che tra giovedì e venerdì il Consiglio dei ministri varerà il nuovo decreto legge con le misure per le zone terremotate. «Ci vogliono energia e decisione, la sfida e tutt'altro che facile», ha scandito parlando con i giornalisti al termine della Messa officiata da Vescovo nella cittadina di Preci. Il premier ha dichiarato di comprendere a fondo le «preoccupazione fisiologica» dei cittadini per le loro case, nel caso di un loro allontanamento in località sicure tra la costa marchigiana e il lago Trasimeno, in attesa dei prefabbricati che - ha ricordato - saranno pronti entro 6-7 mesi.

Le tre misure del Governo per gli agricoltori colpiti
La road map è dunque fissata: «Nessuna deportazione, abbiamo messo a disposizione gli alberghi» e poi «l'obiettivo è studiare dei moduli» per permettere alle persone di restare vicino alle loro case. E ancora, Renzi ha parlato di una «misura di sostegno al reddito in questa fase e la creazione di strutture ad hoc perché possano non allontanarsi dalla loro terra. E poi valorizzazione dei marchi e dei prodotti tipici». Saranno queste le tre risposte del Governo alla difficoltà degli agricoltori dopo il sisma. Renzi ha puntualizzato che alla misura di sostegno al reddito sta lavorando il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina. 

San Benedetto simbolo dell'Europa
Renzi ha ricordato che la bacchetta magica non c'è, ma che la ricostruzione si farà, anche se ci vorrà del tempo. «La prima emergenza è quella psicologica», la priorità è la «ricostruzione psicologica», ha continuato Renzi. «San Benedetto non è più il patrono ma il simbolo d'Europa», ha proseguito il premier, facendo riferimento alla chiesa di San Benedetto a Norcia, andata distrutta dopo le scosse di domenica. 

Container entro Natale
Lo scorso lunedì, il cdm ha deciso di adottare entro le prossime 72 ore un nuovo dl terremoto, stabilendo che «entro Natale, ma anche prima» gli sfollati dagli alberghi si trasferiranno nei container sistemati in prossimità nei paesi di provenienza. Un premier che ha sostenuto da una lato come non ci siano problemi con l'Europa e dall'altro che a Bruxelles sarebbero «fuori di testa, matti» se vincolassero a tetti di intervento la ricostruzione nelle aree devastate dal terremoto di ieri (ma anche da quelli del 24 agosto e del 26 ottobre). 

Tempistiche
Renzi ha sostenuto che «è fondamentale una attenzione specifica e puntuale alla tempistica. Se riusciamo ad accelerare e a portare magari dei containers nell'arco di tempo più ristretto possibile, probabilmente possiamo evitare che vi siano i 6-7 mesi necessari per le casette di legno, da trascorrere altrove. Vogliamo venire incontro ai cittadini e quindi di conseguenza non possiamo mettere in due mesi le casette. Ma possiamo immaginare di avere dei containers orientativamente prima di Natale, per stare larghi, anche se vogliamo fare prima».

Le 4 fasi dell'intervento
Il provvedimento sul sisma, ha spiegato, si svilupperà in «4 fasi»: «Quella dell'immediata emergenza, nella quale chiederemo a chi può di lasciare il territorio, sapendo che sarà un periodo molto limitato; una fase intermedia, quella del container; quella in cui tra 5-6 mesi le persone potranno tornare in casette di legno; la fase di ricostruzione».