23 gennaio 2019
Aggiornato 10:09
Accordo istituzionale, ma resta nodo Bagnoli e distanze politiche

Renzi a Napoli firma il «Patto» del disgelo con De Magistris. In arrivo 308 mln per il capoluogo campano

Segnali di distensione tra il premier Matteo Renzi e il sindaco partenopeo Luigi de Magistris, che oggi hanno firmato il «Patto per Napoli». Ma restano tanti i nodi da sciogliere

NAPOLI - Una Napoli blindata, con Piazza del Plebiscito presidiata dalle forze dell'ordine, accoglie l'arrivo del premier Matteo Renzi, oggi nel capoluogo campano per firmare il «Patto per Napoli» con il sindaco partenopeo, Luigi de Magistris. Un patto che segna una vera e propria tregua istituzionale tra il premier e l'ex pm. I rapporti tra i due, inizialmente buoni, si incrinarono del tutto dopo il 14 agosto 2014 quando, alla Città della Scienza, si siglò un'intesa per Bagnoli. Un accordo che sfociò nella norma contenuta nello Sblocca Italia che ha portato alla nomina del commissario Salvo Nastasi, nonostante la contrarietà dell'amministrazione de Magistris. Sulla bonifica e sulla rigenerazione dell'area ex Italsider, infatti, restano molto lontane le posizioni tra Governo e Giunta comunale.

Chiacchierata distensiva
Tra Renzi e il sindaco non si hanno incontri istituzionali veri e propri da quell'estate e, anche la paventata «chiacchierata» a margine di un appuntamento al teatro San Carlo, lo scorso 12 settembre, era stata annullata. I due non si erano scambiati neanche uno sguardo nel palco reale del Massimo partenopeo, ma da allora delle cose sono cambiate.

Rapporti difficili
Nonostante il 22 settembre, de Magistris e parte della Giunta fossero a Roma in piazza Montecitorio in difesa delle proprie posizioni su Bagnoli, si è iniziato a lavorare affinché ci fosse una distensione tra Palazzo Chigi e Palazzo San Giacomo. Un ruolo in tal senso è stato svolto dall'Anci, ma segni di «pace» si sono avuti anche in seguito all'incontro tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il sindaco. Una conversazione di una ventina di minuti a Villa Rosebery lo scorso 21 settembre, quando il capo dello Stato era in città per prendere parte a una manifestazione in ricordo di Benedetto Croce. 

Firma slittata 
Il 29 settembre, il sindaco è stato poi a Palazzo Chigi dove ha incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. Da qualche settimana circola voce sulla firma del Patto al punto che, il 13 ottobre scorso, qualche indiscrezione parlava di un appuntamento istituzionale del premier in città. Eventi in agenda sia del premier che del sindaco hanno fatto, però, slittare la firma. Oggi la svolta in Prefettura.

Finanziamenti
Per il capoluogo campano e altre aree regionali sono in arrivo 308 milioni di euro che serviranno per finanziare opere di rigenerazione urbana, periferie, sicurezza e mobilità. «Siamo soddisfatti del lavoro svolto, sono progetti per la città voluti dal Comune e abbiamo dimostrato che quando veniamo chiamati al tavolo istituzionale siamo credibili e concreti. Manteniamo, però, intatto il dissenso politico sul governo come sul referendum», ha ricordato comunque il sindaco de Magistris sabato scorso, a margine dell'assemblea nazionale della Cna.

Manifestazioni contro Renzi
Nonostante le misure di sicurezza, a Napoli non sono mancate le manifestazioni contro il premier. Nella vicina piazza Trieste e Trento ci sono alcuni manifestanti: un gruppo di giovani dei centri sociali, alcuni disoccupati e lavoratori di Carinaro (Caserta), assieme ad attivisti del No al referendum costituzionale che hanno urlato slogan mostrando cartelli e striscioni.  Intanto, a piazza Giovanni Leone, tra via Cesare Rosaroll e piazza Cavour, è andato in scena un presidio di disoccupati aderenti ai Bros e ai Banchi Nuovi. Alle 16.30, Renzi sarà al teatro Gesualdo di Avellino per una manifestazione a sostegno del Sì al referendum. In piazza anche alcuni gruppi di studenti e una delegazione dello stabilimento Whirlpool di Carinaro, in provincia di Caserta. «Siamo in cassa integrazione, dovevamo andare a lavorare a luglio. Renzi ce l'aveva promesso con l'accordo, invece siamo per strada», hanno spiegato, mostrando uno striscione «Solidarietà lavoratori Carinaro».