25 luglio 2021
Aggiornato 17:00
L'audizione del Ministro sui recenti sviluppi del caos siriano

Siria, Gentiloni: non ci accodiamo all'ipotesi intervento. E verso Mosca abbiamo 2 leve

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ribadito che l'Italia non si accoda all'idea di una soluzione militare del conflitto siriano. E ha parlato delle responsabilità di Mosca nel conflitto

ROMA - L'Italia «non si accoda» all'idea che in Siria sia inevitabile una situazione militare, ma continua a pensare che «al di fuori di una soluzione diplomatica e poi negoziale non ci libereremo da questo atroce conflitto». Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, durante la sua audizione sui recenti sviluppi della crisi alle Commissioni riunite Esteri di Camera e Senato.

Il fallimento dell'accordo
«A New York alla fine non siamo riusciti a chiudere perchè il punto era che noi proponevamo sette giorni di tregua, che consisteva nell'impegno comune russo-americano a tenere a terra gli aerei e gli elicotteri di Bashar al Assad (grounding Assad)», ha ricordato il titolare della Farnesina, spiegando che era la condizione di una tregua meno debole e meno precaria di quella del 9 settembre poi saltata. 

Le responsabilità di Mosca
«A questa intesa non si è arrivati, perchè da parte russa è venuta un'argomentazione - a mio parere chiaramente strumentale, pur non essendo priva di fondamento - vale a dire che prima si dovevano separare i ribelli dell'opposizione siriana da quelli di al Nusra». Gentiloni ha quindi riferito di comprendere la decisione americana sulla sospensione dei negoziati con la Russia, vista la difficoltà continuare «in una logica in cui russi e americani gestiscono, mentre le bombe cadono ad Aleppo, la presidenza di un tavolo diplomatico».

Nessun intervento militare
Ma l'Italia deve rassegnarsi all'idea che una soluzione militare sia inevitabile, come sostengono alcune milizie estreme locali di una parte e dell'altra? «No, non ci accodiamo a questa idea», ha chiarito il ministro degli Esteri, «continuiamo a pensare che al di fuori di una soluzione diplomatica e poi negoziale non ci libereremo da questo atroce conflitto. Pensiamo che si debba in questo momento dare la precedenza a operazioni umanitarie, l'Ue sta cercando di predisporne una e noi le diamo tutto il nostro sostegno»«Pensiamo anche», ha proseguito Gentiloni, «di avere una leva nei confronti della Russia - anche per questo le opzioni non diplomatiche le considero praticamente inesistenti, non perchè abbia un enorme ottimismo - per due ragioni».

Le due leve nei confronti della Russia
La prima, ha spiegato il capo della diplomazia italiana, è che con il passare del tempo questa avventura potrebbe costare molto cara a Mosca: da un lato perché legare le proprie sorti al comportamento di Assad, soprattutto al comportamento attuale di Assad in Siria, significa di fatto farsi nemico l'intero mondo sunnita nel mondo arabo e non solo. Secondo, ha aggiunto, «perchè io sono sempre partito dalla convinzione che per Mosca questo tavolo, quello sulla Siria, (...) fosse un obiettivo assolutamente fondamentale per la politica estera russa. Se uno guarda alla narrativa della Russia rispetto alle crisi internazionali, il fatto che loro di nuovo con gli americani guidassero insieme la crisi più difficile credo fosse un grandissimo obiettivo per Putin».

La scelta degli Usa
Ma quella degli Stati Uniti, ha chiarito il titolare della Farnesina, «non è una scelta che prelude chissà a quale difficile, se non irrealistica soluzione militare, ma è un mettere in chiaro in termini politici e militari qual è il prezzo che la Russia si accinge a pagare se continuerà a sostenere Assad nella sua azione di bombardamento, di attacco ad Aleppo come ha fatto negli ultimi dieci o quindici giorni».

Una crisi reversibile
Il Ministro ha poi chiarito di ritenere ancora questa crisi reversibile, «ma la reversibilità necessità da parte nostra di grande compattezza, comprensione della decisione americana - almeno da parte del governo - e grande compattezza nel dire che a un certo punto c'è un limite», ha concluso Gentiloni, «Questo limite è stato sorpassato e sorpassare questo limite rende inutile, se non si torna a ragionare e a costringere Assad a interrompere la sua azione ad Aleppo, il proseguimento di una condivisione diplomatica tra russi e americani di questa vicenda. Mi auguro che nell'incontro che faremo tra uno o due mesi la situazione abbia sul terreno delle opzioni più promettenti», ha concluso.

(Con fonte Askanews)