23 agosto 2019
Aggiornato 11:30

Renzi: Basta con la cultura di chi dice che va tutto male

Il presidente del Consiglio firma il Patto per il Molise e alla regione arrivano 727 milioni di euro per «opere che sono esempi di concretezza e serietà», come è stato per l'Expo di Milano e la Salerno-Reggio Calabria

ROMA - Bisogna sconfiggere la «cultura di chi dice che va tutto male», secondo il premier Matteo Renzi. Parlando a Campobasso, dove si trovava ieri per la firma del 'Patto per il Molise', il presidente del Consiglio ha spiegato: «Vi chiedo di non mollare». Il premier insiste sul fatto che esiste una certa cultura del paese «che vorrebbe dire: l'Italia ormai è irriformabile, un grande futuro dietro le spalle. Io credo che non sia così».

Credibili se impegnati per un paese più forte
Dal Molise il presidente del Consiglio rincara la dose sulla negatività di una certa Italia: «Ogni mattina - ha aggiunto - c'è chi si alza e spera che qualcosa vada male, qualche crisi aziendale, qualche difficoltà. Ci sono. E noi dobbiamo farci carico di chi resta indietro». Contemporaneamente, però, ci sono anche tante opportunità nel nostro paese, perché la gente «chiede bellezza». Ha proseguito Renzi: «Vorrei che fossimo orgogliosi di essere italiani» e a quelli che la mattina si alzano per dire che va tutto male, il premier vorrebbe rispondere con quelli che la mattina «si alzano magari un po' prima e dicono che sì, ci sono molte difficoltà, ma non si arrenderanno mai perché pensano che l'Italia sia nelle condizioni di essere un punto di riferimento nel mondo» Insomma, saremo credibili e forti, secondo Renzi, se tutti insieme, contro quelli che sanno solo lamentarsi, cercheremo di fare di questo paese un paese più solido e forte.

727 milioni per il Molise
Al Molise arrivano 727 milioni per opere che sono esempi di concretezza e serietà, ha detto ancora il premier Matteo Renzi a Campobasso, illustrando il Patto per il Molise. L'accordo con il Molise è esattamente in questo quadro, spiega il premier: «Questi 727 milioni non sono una lista della spesa ma piccoli e grandi esempi di concretezza e serietà. La stessa concretezza e serietà che mettiamo sulla Salerno-Reggio Calabria, o sull'Expo». Renzi ha ricordato a quanti dicevano che l'Expo non sarebbe dovuta essere fatta che invece l'opera è stata portata a termine, «ed è stato un grande successo per Milano, la Lombardia. Abbiamo avuto la testa dura ed è stato fatto».

Vergogna per fondi europei persi
Nota dolente nel discorso del presidente del Consiglio rispetto ai fondi dell'Ue andati persi: «Mi vergogno» del fatto che in passato si siano buttati via i fondi europei, come si è fatto in tante regioni d'Italia «con la connivenza, talvolta, del governo centrale». I soldi europei non sono soldi europei. Soldi che – precisa il premier – noi diamo all'Europa e che l'Europa ci restituisce, meno di quelli che noi diamo. Se noi ogni anno diamo all'Europa 19 miliardi di euro e l'Europa ce ne restituisce 12? «Stiamo dilapidando i soldi delle nostre tasse». Dunque, i soldi vanno spesi, «è fondamentale un metodo: si fa l'elenco (delle opere, ndr), si controlla, ci si danno delle scadenze e si verifica passo-passo, centimetro dopo centimetro, dove vanno quei soldi». E parla di un metodo preciso, il presidente del Consiglio, che è quello della «responsabilizzazione reciproca».