18 luglio 2019
Aggiornato 13:30
La leader di FdI sul decreto banche

Meloni: Questo è il Governo delle banche che aiuta i poteri forti

Il presidente di FdI accusa il governo Renzi di aiutare le banche, a scapito dei cittadini. Per Giorgia Meloni questo è un Governo espressione dei poteri forti che purtroppo fa gli interessi dei poteri forti.

ROMA – Giorgia Meloni torna ad attaccare il governo Renzie e stavolta lo fa in merito al nodo delicato delle banche. Per Fratelli d'Italia la scelta del governo di porre la fiducia sull'ennesimo decreto che fa favori alle banche è in linea con la politica di un Esecutivo che esiste «unicamente per fare marchette al sistema bancario e ai poteri forti». Sono proprio questi poteri forti che, a detta della leader di FdI, avrebbero piazzato a Palazzo Chigi il «burattino» Matteo Renzi.

FdI vota «no» al provvedimento
FdI, che ha la «presunzione» di rappresentare i diritti e i bisogni del popolo italiano, voterà «no» a questo provvedimento. A votarlo – spiega Meloni – saranno i parlamentari della maggioranza e quelli che «si definiscono di sinistra e dicono di essere schierati con la povera gente ma poi votano queste schifezze». Il presidente di FdI precisa che questi voteranno «sì» come hanno fatto con il prestito vitalizio, con il patto marciano e con il «salva banche» studiato per far pagare agli stessi risparmiatori onesti una truffa perpetrata ai loro danni, «per scudare e mettere al riparo chi li avevi truffati e per far guadagnare il sistema bancario». Il decreto di oggi introduce il cosiddetto «patto marciano» anche per i beni strumentali delle aziende e consente alla banca dopo tre rate non pagate, anche non consecutive dopo nove mesi, di prendere possesso del bene finanziato. E ancora introduce il «pegno mobiliare non possessorio», ovvero una «normuccia» con la quale l'azienda è costretta a dare formalmente in pegno alla banca i propri beni.

Le bugie di Renzi
Meloni spiega ancora che a giustificazione del decreto vi sarebbe il motivo per il quale serve aiutare le banche che hanno in pancia 200 miliardi di sofferenze, perché «le famiglie e le imprese di questa Nazione non onorano i loro debiti», ma questa, secondo Meloni, è una bugia, una vergogna per chi la pronuncia. Meloni invita alla lettura dei dati di Bankitalia: il 70% delle sofferenze bancarie è in mano al 3% dei debitori, «ovvero i soliti noti, truffatori, speculatori ai quali le banche hanno consapevolmente continuato a prestare i soldi perché erano gli amici degli amici, ma tanto il governo sarebbero arrivato a dare una mano».

Il Governo delle banche
Le sofferenze prodotte da famiglie e imprese di questa Nazione erano perfettamente affrontabile dal sistema bancario, spiega la leader di Fratelli d'Italia. Quello che invece non è affrontabile è «l'incapacità di gestire le banche e di non volerle gestire secondo regole e canoni giusti». Senza un governo delle banche – continua la deputata – non sarebbero famiglie e imprese ad essere massacrate ma verrebbero sanzionati gli amministratori truffaldini. In questa situazione, però, un Governo espressione dei poteri forti purtroppo fa gli interessi dei poteri forti. «È la ragione per la quale noi di questo Esecutivo ci vorremmo liberare e speriamo che a partire dal referendum costituzionale gli italiani vogliano mandarlo a casa per riprendersi la propria sovranità», conclude Meloni.

Il piano B di Renzi
Giorgia Meloni commenta dunque il piano B di Matteo Renzi in risposta al diktat di Mario Draghi sulle conseguenze della Brexit sulla finanza. L'Esecutivo sta lavorato a un dossier di emergenza per sostenere le banche italiane in caso di necessità. Il sistema bancario nazionale è afflitto da 200 miliardi di sofferenze bancarie e la sua tenuta dopo l'onda d'urto della Brexit potrebbe aver bisogno di un piano B. Tra le ipotesi al vaglio dell'Esecutivo c'è quella di un possibile intervento diretto da parte dello Stato nel capitale degli istituti bancari più fragili. La normativa europea vieta gli aiuti di Stato, ma l'Italia potrebbe appellarsi all'articolo 107 del Trattato Ue, che li permette nel caso in cui siano «destinati ad ovviare ai danni arrecati da eventi eccezionali».