11 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Il premier sul referendum di ottobre

Renzi: La riforma costituzionale è contro i politici che temono di perdere il posto

Se il referendum non passasse avremo un sistema bloccato, «continueremo a non fare le cose», dice il presidente del Consiglio. Se vince il «sì», l'Italia non avrà più il bicameralismo paritario, come nel resto dell'Europa

ROMA - La maggior parte della classe dirigente italiana è contro la riforma costituzionale «perché ha paura di perdere i posti». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in conferenza stampa al termine della riunione informale dei capi di Stato e di governo dei 27 Paesi Ue a Bruxelles.

Nessun effetto Brexit sul referendum di ottobre
Per Renzi, se il referendum non passasse avremo un sistema bloccato: due Camere con due leggi elettorali diverse dove occorrerà «l'ennesima grande coalizione, una grande ammucchiata. Così continueremmo a non fare le cose». Renzi non teme un effetto Brexit sul referendum di ottobre: «Il nostro referendum è diverso - ha detto - ha come elemento comune che è un referendum». Ma la sfida per il governo e la maggioranza, ha ammesso, non sarà facile: occorrerà una grande operazione capillare, porta a porta, per andare «semplicemente a spiegare di quel che si parla».

Il bicameralismo da abbandonare
Se vince il «sì» - ha rilevato - l'Italia non avrà più il bicameralismo paritario, come nel resto dell'Europa. «E' un principio sacrosanto», spiega. Se vince il «no» rimaniamo con Camera e Senato che hanno portato a 63 governi in 70 anni. «Siamo il Parlamento più costoso del mondo, se vince il sì ci saranno 630 deputati alla Camera e 100 senza stipendio al Senato. Se vince il no ce ne saranno ancora 915». A fronte di questo, ha concluso, «rimane uguale il sistema di pesi e contrappesi».

Tornare alla lira è follia
Il presidente del Consiglio conferma l'ormai abituale appuntamento con i cittadini e torna a rispondere a curiosità e richieste degli italiani, in diretta sul web. All'indomani della Brexit, in tanti sono a preoccuparsi delle sorti dell'Europa e dell'Italia stessa. A tal proposito, c'è chi in Europa prospetta la fine della moneta unica e un ritorno alle valute nazionali. Non ci sta il premier, che, al «Matteorisponde» su Facebook replica in modo netto all'idea: tornare alla lira è «una follia. Chi dice cose del genere, come Farage, non sa cosa dice». 

Europa unita più forte contro terrorismo
Gli ultimi giorni sono stati segnati dal sangue innocente delle vittime del terrorismo di matrice islamica. Matteo Renzi afferma che le immagini di Istanbul «fanno spavento e toccano il cuore della gente». Dimostrano che c'è un nemico che va combattuto e anche per questo l'Europa deve restare unita: «Perché restando unita l'Europa ha assicurato 70 anni di pace. E l'Europa unita è molto più efficace nel combattere il terrorismo che andando ciascuno per conto suo». 

Rinvio referendum? No tempi previsti da legge
Tornando all'Italia, il premier asserisce che non è previsto nessun rinvio per il referendum costituzionale. A chi gli chiedeva se si profilasse tale possibilità il premier ha risposto: «No, ci sono dei tempi previsti dalla legge per il referendum costituzionale. Sono alcune delle tante notizie false che si leggono».

Bonus 18enni da settembre
Intanto dal web, i cittadini chiedono conto del famoso bonus per i diciottenni. Il premier assicura che ci sarà: il bonus ai diciottenni sarà pienamente operativo a partire dal primo di settembre. Sarà una app. Il bonus è previsto nella legge di stabilità, «la copertura c'è, non ci sono discussioni».