2 dicembre 2020
Aggiornato 20:00
Tornato alla ribalta dopo l'annuncio

Bassolino a Napoli avanti tutta: «Io ho vinto più di Renzi»

Dopo cinque anni di lontananza dalla scena politica è tornato in campo in maniera prepotente e assolutamente autonoma, dopo il gelo del Pd sulla sua autocandidaura al ritorno a palazzo san Giacomo.

NAPOLI - Antonio Bassolino non ha perso la verve e la spigliatezza dialettica. Dopo cinque anni di lontananza dalla scena politica è tornato in campo in maniera prepotente e assolutamente autonoma, dopo il gelo del Pd sulla sua autocandidaura al ritorno a palazzo san Giacomo. A richiamare la sua lunga storia, nata nella sezione di Afragola del vecchio partito comunista italiano, è un lapsus che gli scappa mentre viene intervistato dai giornalisti di corrirelive.it. A caratterizzare, invece, il suo ritorno nell'agone politico è la modernizzazione del ben noto «passo dopo passo» che diventa «tweet dopo tweet» e «post dopo post».

Tornato alla ribalta nazionale dopo l'annuncio (non a caso su Twitter e Facebook) della sua candidatura alle primarie per il Comune di Napoli, l'ex sindaco, ex governatore ed ex ministro del Lavoro, è consapevole dell'attenzione suscitata dopo le polemiche per la sua candidatura esplose soprattutto all'interno del Pd. Una consapevolezza che rinsalda il fermo proposito di competere di nuovo, questa volta sottoponendosi alla scelta delle primarie. Il cuore del suo ragionamento politico parte dalla passione per il ruolo di sindaco (più amari, come lui stesso ha ammesso, gli anni alla guida della Regione Campania). «Sarei stato male se non avessi affrontato questa prova di fronte al tema della città - sottolinea - è stata la cosa più importante mia vita e poi ci si potrebbe trovare di fronte a un colpo molto negativo per il Pd».

Gli scappa, a un certo punto dell'intervista, un lapsus freudiano. Invece di dire Pd cita, letteralmente, il Pci. Senza batter ciglio, alle contestazioni dei cronisti replica: «Da lì vengo e sono un fondatore del Pd così come c'è chi viene dalla Dc ed è stato fondatore del Pd». Abilmente schiva una risposta netta quando gli si chiede se si candiderebbe con la minoranza del partito: «Ho posizioni politiche diverse dalla minoranza e penso che Renzi debba muoversi con più coerenza su certe posizioni». Vero, ricorda che il premier ha conquistato «in poco tempo il Nazareno e palazzo Chigi. Chapeau! Ma ora deve guardare avanti e costruire squadre, deve dare una prospettiva».

«Io - insiste - vado avanti con le primarie perché penso di poter parlare a certe forze di Napoli che in questi anni sono stati lontane dal Pd». Rinuncerebbe, gli chiedono, se il Pd individuasse una figura del tipo di quella di Giuseppe Sala a Milano? «Il treno è partito - dice Bassolino ripetendo la metafora del convoglio in corsa - con le persone si parla a tempo. Se mi avessero chiesto aiuto e consigli mesi fa (della sua candidatura i quotidiani partenopei scrivono effettivamente da mesi, ndr) io lo avrei fatto. Mi sarei guardato intorno e avrei dato il mio contributo come ho sempre fatto. Nessuno mi ha chiamato». Lo farebbe ora? Insistono i giornalisti. «Si parla a tempo debito» e cita un fondo del Corriere del Mezzogiorno in cui si insinua il dubbio che parte del Pd si sia già rassegnato a un nuovo mandato per de Magistris.

«Io penso - dice - che ci siano nel Pd quelli che non si muovono per vincere». Lui è sul fronte opposto. «Ho il vizio di voler vincere, come Renzi» e poi giù duro: «Ma io ho vinto più volte di Renzi: due volte al Comune di Napoli, due volte alla Regione». L'immagine che Bassolino dà di sé è quella di un politico vecchio stampo che ha saputo, però, rinnovarsi in solitudine. «Io sono solo e sono autonomo. Post dopo post, tweet dopo tweet, passo dopo passo? in questi anni ho dialogato con Napoli attraverso il mio Ipad». Dopo il 2010, finito il secondo mandato regionale, Bassolino si è dedicato a scrivere libri, a coltivare l'amore per l'arte contemporanea. Tutto in prima persona e attraverso la Fondazione SUDD diventata punto di riferimento di alcuni fra i vecchi militanti e i sodali, suoi e della moglie Annamaria Carloni. La Fondazione ha una sede confortevole e attrezzata nel centro di Napoli, in Corso Umberto, quasi a piazza della Borsa. Finora è stata punto di riferimento per convegni, riunioni. Ora sta per attrezzarsi a comitato elettorale. Così l'appello finale di Bassolino è rivolto a quanti vogliano «da volontari, vogliano rendersi partecipi di questa battaglia. Abbiamo davanti appena sei mesi di tempo. Abbiamo bisogno di tanti, e di tante forze».