20 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Le cosche delle due città insieme per compiere rapine

Scoperto asse mafioso tra Palermo e Trapani: 4 arresti

Un ulteriore passo avanti nella ricerca di Matteo Messina Denaro e nell'individuazione delle sue reti d'azione è stato compiuto con l'arresto, da parte dei carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Trapani, di 4 affiliati alle famiglie mafiose palermitane di Bagheria e Corso dei mille, indagati per rapina e ricettazione aggravate dalle finalità mafiose.

PALERMO - Un ulteriore passo avanti nella ricerca di Matteo Messina Denaro e nell'individuazione delle sue reti d'azione, è stato compiuto questa mattina, con l'arresto, da parte dei carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Trapani, di 4 affiliati alle famiglie mafiose palermitane di Bagheria e Corso dei mille, indagati per rapina e ricettazione aggravate dalle finalità mafiose.

L'operazione rientra nell'inchiesta denominata «Eden 2», che nel 2014 aveva accertato il diretto coinvolgimento delle famiglie mafiose di Castelvetrano e Corso dei mille nella rapina ai danni di un deposito della ditta di spedizioni di Campobello di Mazara.

I recenti approfondimenti investigativi, anche sulla scorta delle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, hanno valorizzato gli elementi raccolti nell'indagine sul coinvolgimento degli attuali indagati nella pianificazione ed esecuzione della rapina, e confermato la sua riconducibilità al quadro di un generale accordo tra le principali articolazioni di Cosa nostra per la gestione di progetti dcriminali.

 In tale contesto è emerso, in particolare, il ruolo di Giorgio Provenzano, esponente di spicco del mandamento di Bagheria, il quale, su richiesta di Ruggero Battaglia, già tratto in arresto nell'operazione «Eden 2» e nipote di Vernengo Ruggero, uomo d'onore della famiglia di Corso dei mille, si è adoperato al fine di coinvolgere, tramite di Francesco Guttadauro, la famiglia mafiosa di Castelvetrano nella realizzazione della rapina al deposito di Campobello di Mazara; reperire le autovetture e le pettorine recanti la scritta "Polizia", da utilizzare nel corso del colpo; definire la spartizione dei proventi della rapina a favore delle famiglie mafiose di Bagheria, Castelvetrano e Corso dei mille.

Il provvedimento colpisce, inoltre, due esponenti del gruppo di rapinatori che avevano partecipato alle fasi organizzative ed esecutive della rapina (Michele Musso e Domenico Amari), nonché l'uomo incaricato della vendita della merce rubata (Alessandro Rizzo).

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip di Palermo su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia.