24 luglio 2019
Aggiornato 07:00
Zanetti: non ritengo di essere stato smentito

Fisco, Visco attacca Renzi: vogliono smontare l'Agenzia delle entrate

L'ex ministro delle Finanze e padre delle Agenzie fiscali, Vincenzo Visco, al Corriere della Sera racconta di come dagli scambi di sms con Matteo Renzi all'inizio del governo si sia arrivati al silenzio

ROMA - «Certo che l'Agenzia delle Entrate rischia di morire. La vogliono smontare, mi sembra evidente. E sarebbe un suicidio, perché quella è l'unica riforma della pubblica amministrazione che ha funzionato negli ultimi 15 anni». Lo afferma l'ex ministro delle Finanze e padre delle Agenzie fiscali, Vincenzo Visco, che al Corriere della Sera racconta di come dagli scambi di sms con Matteo Renzi all'inizio del governo si sia arrivati al silenzio: «Diciamo che c'è stato un cambiamento nella linea fiscale del governo».

Orlandi ottimo funzionario
Sul fatto che il sottosegretario Zanetti chieda le dimissioni del direttore dell'Agenzia, Rossella Orlandi, Visco commenta: «Sembra che il sottosegretario Zanetti abbia una certa autonomia di movimento" rispetto a Renzi, "è il segretario di un piccolo partito, cerca visibilità. E comunque, dietro queste piccole guerre personali c'è una questione molto più importante. Le agenzie fiscali - spiega - garantiscono le risorse a tutto il sistema pubblico. E' per questo che vanno portate fuori dalla pubblica amministrazione e devono funzionare come un'azienda». Visco difende Orlandi: «Applica le direttive del governo come fanno i funzionari dello Stato» e «lei è un ottimo funzionario». Sull'ipotesi che Renzi non avrebbe sopportato il grido d'allarme sull'Agenzia che sta morendo, lanciato dalla Orlandi dal palco di un convegno della Cgil, Visco osserva: «Non credo. E mi auguro davvero che il problema non sia questo. Lei difendeva la sua struttura, come è giusto che faccia chi ne ha la responsabilità».

Zanetti: nessuna smentita
«Non ritengo di essere stato smentito. E poi non mi risulta che su questa vicenda ci sia una voce chiara né di Padoan né di Renzi. Esiste solo una nota del ministero che fa il punto sulle varie attività fatte». Lo afferma a Repubblica, il sottosegretario Enrico Zanetti, che ieri aveva chiesto le dimissioni del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. Dopo il comunicato del ministro Padoan che ha espresso «immutata stima» verso Orlandi, Zanetti spiega di non sentirsi sconfessato nè pensa di dimettersi. Anzi: «Quello che sostengo io - sostiene - lo condividono tutti, anche Renzi e Padoan. Se la Orlandi si continua a lamentare, non è più compatibile».

Verifica politica
«Sconfessare - spiega - sarebbe dire: Zanetti ha sbagliato. Ma né Renzi né Padoan lo hanno fatto». Tanto più, rivela, che «il premier mi ha chiamato da Lima», riferisce e «assolutamente» non c'è stata nessuna lavata di capo: «Ho chiesto e ottenuto una verifica politica», «per trovare la quadra e ricomporre le sfumature». «Non considero quell'inciso sull'immutata stima una difesa, proprio no». «Se il ministro vuole le mie dimissioni - aggiunge - lo deve dire. Finora non le ha chieste. Banale capire il perché: condivide il mio pensiero sull'incompatibilità della Orlandi. Così Renzi».

(Con fonte Askanews)