12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Richiesta da Austria ma Italia l'ha prevista in legge stabilità

Patto Stabilità Ue, possibile clausola di flessibilità sugli eventi eccezionali

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha spiegato che esiste forse una clausola sugli eventi eccezionali da poter scomputare dal deficit ai fini del rispetto del Patto di Stabilità

BRUXELLES - Ieri notte, al termine del vertice Ue di Bruxelles dedicato alla crisi migratoria, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha spiegato ai cronisti che, oltre ai 13-14 miliardi di euro che l'Italia ritiene di poter «scomputare» dal deficit ai fini del rispetto del Patto di Stabilità grazie alle nuove clausole di flessibilità decise nel gennaio scorso per tenere conto dei costi di riforme e investimenti e del ciclo economico, «c'è un'ulteriore ipotesi riguardante gli 'eventi eccezionali' che non sappiamo se verrà calcolata» per quanto riguarda i costi della crisi migratoria per il bilancio statale. «Se sarà confermata» nell'interpretazione della Commissione la pertinenza di questa clausola, allora, ha continuato Renzi, «i nostri 3 miliardi di euro che spendiamo» per l'emergenza migratoria «li vedremo esclusi dal Patto di Stabilità Ue; altrimenti, abbiamo la Legge di Stabilità già pronta con misure anticipate dal 2017».

La clausola
Che cos'è e come funziona questa clausola di flessibilità per i cosiddetti «eventi eccezionali», che, se applicata all'attuale crisi, permetterebbe all'Italia e ad altri paesi Ue di escludere dal calcolo del deficit e del debito pubblico notevoli costi aggiuntivi dovuti alla gestione dell'emergenza immigrazione? Della questione si è cominciato a parlare l'11 settembre scorso, durante una riunione informale dell'Ecofin a Lussemburgo. I ministri, su domanda dell'Austria, chiesero alla Commissione europea di chiarire se, e a quali condizioni, questa clausola potesse essere invocata per i progetti delle leggi finanziarie, che i governi dei paesi dell'Eurozona dovevano inviare a Bruxelles entro il 15 ottobre. Il testo che la Commissione deve interpretare è un paragrafo dell'articolo 5 di uno dei due regolamenti che nel 1997 istituirono il Patto di Stabilità, il N.1466/97, ma nella sua versione modificata dal regolamento N.1175/2011 del 16 novembre 2011.

Il testo
«Qualora si produca - recita il testo - un evento inconsueto, al di fuori del controllo dello Stato membro interessato, che abbia rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale di detto Stato, o in caso di grave recessione economica della zona euro o dell'intera dell'Unione, gli Stati membri possono essere autorizzati ad allontanarsi temporaneamente dal percorso di aggiustamento all'obiettivo di bilancio a medio termine (...), a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa».

Parziale marcia indietro
La Commissione europea, che inizialmente si era impegnata (come aveva annunciato l'11 settembre il commissario agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici) a pronunciarsi per l'Ecofin successivo, all'inizio di ottobre, ha successivamente fatto una parziale marcia indietro, spiegando che la sua interpretazione sulla possibile applicazione della clausola sugli «eventi eccezionali» deve riferirsi a dei casi concreti e rispondere a una richiesta specifica da parte di uno Stato membro, corredata delle motivazioni e delle cifre relative ai costi aggiuntivi, comprovati, che si chiede di non calcolare nel Patto di Stabilità. Finora, solo l'Austria ha fatto una richiesta specifica e circostanziata in questo senso, mentre l'Italia, come ha spiegato Renzi, ha comunque tenuto conto della possibile applicazione di questa clausola nella sua Legge di Stabilità, senza però darla per acquisita.

(Con fonte Askanews)