31 maggio 2020
Aggiornato 07:00
Sindaco alle strette

Sotto il Campidoglio slogan e cori contro Marino

Tre assessori si sono dimesse, adesso si attende l'annuncio del sindaco. Circa quattrocento persone in piazza del Campidoglio per chiedere al primo cittadino di lasciare la carica. Un flash mob di Ncd e i cori di Casa Pound risuonano per tutta la piazza

ROMA - «Marino pagate er vino»: scandiscono al ritmo di uno stornello romanesco gli esponenti di Ncd sotto al Campidoglio, mentre tra la ressa dei giornalisti si fanno la largo parlamentari dell'opposizione che chiedono le dimissioni del sindaco di Roma e un gruppetto di romani, invece, invita il primo cittadino, nella bufera per le cene pagate con la carta di credito del Comune a resistere.

Il flash mob di Ncd
Un clima, quello di oggi, al Campidoglio che si divide in due. Nelle stanze capitoline è in corso la riunione di giunta sulla quale pesa l'incudine della scelta di Marino, messo alle strette dagli stessi vertici del Pd. Al sindaco di Roma, non è bastato dire che pagherà tutte le spese di rappresentanza di tasca propria. E già pesano sulla sua carica le dimissioni di Causi, Esposito e Rossi Doria. Fuori dalle stanze invece sfila il carosello dei diversi umori e malumori della città. Esponenti dell'Ncd capitolino, guidati dall'ex vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli, hanno portato in piazza del Campidoglio il cartonato del sindaco di Roma Ignazio Marino e lo hanno portato in processione dietro le transenne, ora protette da due blindati, al grido di «Marino vattene a casa». Il flash mob, condito con i cori «Marino pagate er vino», si è concluso con la restituzione del Marino di carta al Pd: il cartonato è stato infatti depositato davanti alla sede del Pd al Nazareno, con l'invito «a ripijateve Marino». C'è anche un gruppo di cittadini con slogan a sostegno del sindaco, «onestà soltanto», mentre una signora sentenzia: "Troppo onesto Renzi ha cannato». Invitano il primo cittadino a non dimettersi: «Marino resisti», sventola un cartoncino.

In 400 in piazza
Circa quattrocento persone sono nella piazza del Campidoglio, la maggior parte dello spazio sotto la lupa capitolina, in attesa di comunicazioni del sindaco - che secondo indiscrezioni dovrebbero arrivare intorno alle 15 - è gremito di giornalisti, confinati dietro le transenne e due blindati. Tra la folla gioca una bimba che indossa una maglietta bianca e la scritta «Marino scialla», mentre si fanno largo tra i microfoni alcuni esponenti delle opposizioni. Il deputato M5S, Alessandro Di Battista, arrivato in piazza del Campidoglio, è già in campagna elettorale: «Roma vada al voto al più presto», nella capitale «sia il centrodestra che il Pd, e soprattutto Renzi, hanno fallito», quindi «chiedo ai romani di metterci alla prova». Anche Casapound si è data appuntamento sotto la Lupa: «Il Pd si prenda le sue responsabilità e faccia cadere la Giunta, senza aspettare le dimissioni di Marino che allungherebbero i tempi. La sfida è tra il Movimento Cinque Stelle e quello che riusciremo a mettere insieme noi, Salvini e chi si vorrà aggiungere», assicura Simone di Stefano, vicepresidente di Casa Pound Italia.

Non ci sono grandi possibilità
Si affollano anche le bandiere della lista Marchini: «Che cosa è successo dovrà spiegarlo il sindaco. Marino è un gran furbone lo diciamo da due anni, e siamo contenti che oggi tutti ne siano consapevoli. Bisogna fare presto perché Roma è in una condizione pietosa»: ha dichiarato Alessandro Onorato, consigliere della Lista Marchini. Intanto, da Palazzo Madama, l'ormai ex assessore capitolino ai trasporti, e senatore del Pd Stefano Esposito, così segna la fine della giunta Marino, non senza preoccupazione: «Non vedo grandi possibilità per andare avanti" ma "sono preoccupato per la città. Purtroppo per la città il commissariamento non risolverà il problema».

(con fonte Askanews)

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