30 agosto 2025
Aggiornato 06:00
Governo | La buona scuola

Renzi: Tempo è galantuomo, «Buona Scuola» non è il mostro paventato

«È un primo passo, niente di eccezionale, ma un primo passo per dare più valore alla scuola e all'insegnamento». E' quanto scrive il premier in un lungo post su Facebook, nel quale approfitta del primo giorno di scuola per fare il «punto» sulla riforma varata dal governo.

ROMA (askanews) - «Il tempo è galantuomo e i prossimi mesi dimostreranno che la Buona Scuola non era il mostro paventato. È un primo passo, niente di eccezionale, ma un primo passo per dare più valore alla scuola e all'insegnamento». E' quanto scrive il premier Matteo Renzi in un lungo post su Facebook, nel quale approfitta del primo giorno di scuola per fare il «punto» sulla riforma varata dal governo.
«Il 97% dei docenti ha accettato il ruolo che gli è stato proposto - spiega -. Migliaia di precari hanno adesso un lavoro stabile. Alla fine della fase di assunzioni ogni scuola avrà in media sette insegnanti in più, meno classi numerose, più attività per integrazione, approfondimenti, sostegno».

Migliaia di ragazzi entreranno in scuole più sicure
Renzi ricorda che «ci eravamo lasciati con le polemiche sulla Buona Scuola e, se un po' conosco questo mondo, credo che continueranno ancora» ma fa il punto delle cose «che sono state fatte».
«Partiamo dalla sicurezza - scrive il premier su Facebook -. Abbiamo ereditato una situazione molto negativa, ma non siamo gente che si piange addosso. Trentatremila immobili sono la casa dei nostri studenti. Abbiamo bussato alla porta della Banca Europea degli Investimenti (circa un miliardo di finanziamento), abbiamo destinato all'edilizia scolastica fondi di programmazione nazionale e alla fine abbiamo stanziato 3,7 miliardi per le scuole, per realizzare un totale di seimila interventi nel prossimo triennio. Di questi, seicento sono stati realizzati in questi mesi, dalla Lombardia alla Sicilia passando per l'Emilia del post-terremoto. Migliaia di ragazzi entreranno in scuole più sicure».

Noi alle scuole teniamo davvero
«Secondo: quante polemiche sulla carta igienica da portarsi da casa, ricordate? Bene, questo deriva dal fondo di finanziamento delle scuole: valeva 110 milioni di euro e di solito veniva assegnato verso novembre, per cui i presidi non sapevano bene come muoversi. Da quest'anno, invece, il fondo è già operativo, ed è stato raddoppiato. Erano 110 milioni, adesso sono 223. Oggi se una famiglia vuole dare il contributo volontario, faccia pure, ma i soldi per il funzionamento della scuola li abbiamo messi e raddoppiati. Perché noi alle scuole teniamo davvero», rimarca il premier.