26 gennaio 2020
Aggiornato 13:30
Il ministro sul nodo immigrazione

«Faremo i conti con il fenomeno migratorio per 10-15 anni»

«Non serve nascondere la realtà né erigere muri», ma bisogna essere consapevoli del fatto che il fenomeno migratorio sarà al centro delle politiche europee per i prossimi dieci anni e bisogna gestirlo con solidarietà e collaborazione tra i Paesi: così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni

MILANO (askanews) - «Dobbiamo abituarci all'idea che al fenomeno migratorio non si risponde nascondendo la realtà, chiudendo i confini nazionali o erigendo muri, si risponde sapendo che per diverse ragioni dobbiamo fare i conti con questo fenomeno per i prossimi 10-15 anni, gestendolo con solidarietà e collaborazione a livello europeo». E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni nel corso del suo intervento a un dibattito dal titolo «Tra populismo e xenofobia, quale ruolo per il socialismo europeo» alla festa nazionale dell'Unità in corso a Milano, a cui partecipa anche Massimo D'Alema.

L'Italia sta facendo il possibile
«Noi siamo ben consapevoli da qualche anno della dimensione drammatica di ciò che sta accadendo, come Italia abbiamo fatto il possibile e a chi ci dice che dobbiamo fare di più rispondo che certamente dovremmo fare di più ma siamo orgogliosi di aver contribuito a salvare migliaia di vite umane e questo ci permette di andare a testa alta nei consessi internazionali», ha proseguito Gentiloni.

La preoccupazione di oggi
Poco prima il ministro degli Affari Esteri aveva sottolineato proprio «il clima molto diverso» respirato al vertice di Vienna dedicato all'emergenza immigrazione. «Oggi - ha proseguito il ministro - serpeggia una giusta preoccupazione anche tra chi fino a poco tempo fa era molto poco sensibile a condividere l'impegno: le tensioni ai confini sono state sufficenti per far capire che serve un impegno comune europeo».