31 maggio 2020
Aggiornato 18:00
FdI contesta proposta Avramopoulos

Rampelli: Cosa funziona e cosa no del piano UE

Il piano Ue presentato dal commissario agli affari interni e all'immigrazione Dimitris Avramopoulos assicura che 24mila richiedenti asilo lasceranno l'Italia nei prossimi due anni. Per Fratelli d'Italia, passi avanti, ma non è ancora abbastanza

ROMA - È stato presentato il piano dell'Unione europea sull'immigrazione e il commissario agli affari interni e all'immigrazione Dimitris Avramopoulos ha assicurato che quarantamila profughi, entro i prossimi due anni, dovranno lasciare l'Italia e la Grecia per essere ricollocati in altri Paesi dell'Unione europea. Dall'Italia saranno trasferiti 24mila richiedenti asilo sbarcati sulle nostre coste dal 15 aprile, mentre dalla Grecia saranno in 16mila a partire. Verrà messo in atto, dunque, un sistema di ripartizione preciso che si atterrà ad un piano di obbligatorio di quote.

Dubbia efficacia di alcuni elementi
A commentare il disegno dell'Europa in materia di immigrazione è il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli che considera la proposta dell'Ue sulla «relocation» un passo in avanti rispetto alla situazione attuale. Il progetto dell'Unione europea, infatti, contiene degli «elementi di novità importanti, seppur tardivi», secondo Rampelli, ma anche degli aspetti «di dubbia efficacia», almeno per il nostro Paese. Il capogruppo di FdI avanza un singolare paragone tra il piano di Avramopoulos e la celebre canzone napoletana, il cui ritornello recita «chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammoce o passato».

Le falle del progetto Ue
Una delle falle insormontabili e incomprensibili della proposta del commissario agli affari interni e all'immigrazione Ue sta sicuramente nella possibilità che i migranti giunti in Italia in un periodo precedente il 15 aprile non vengano considerati nel progetto di ricollocazione. Secondo Rampelli, il progetto, strutturato così com'è, costringerebbe l'Italia «a tenersi i migranti arrivati fino a oggi è che continueranno a giungere sino a quella data».

Italia dovrà farsi carico dei profughi
Con la proposta in questione l'Unione europea dimostrerebbe, quindi, di muoversi verso la risoluzione di un problema, che, però, – secondo l'analisi di Rampelli – in realtà no gioverebbe al nostro Paese. In questo determinato momento di forte emergenza, la scelta dell'Europa potrebbe costare cara all'Italia: il nostro Paese sarà costretto, infatti, ad accogliere «altre decine di migliaia» di migranti in una fase delicatissima in cui i centri di accoglienza risultano ormai saturi. Per il capogruppo di Fratelli d'Italia questo costituirebbe un problema non indifferente, poiché, soprattutto nelle aree metropolitane, accogliere nuovi profughi significherebbe rischiare «di far esplodere il disagio urbano».

Quando l'Ue si muoverà per risolvere l'emergenza?
Fabio Rampelli, però, punta l'attenzione anche su un altro importante e imprescindibile nodo della questione immigrazione, quello dell'intervento all'origine del problema: gli scafisti. L'Europa s'era detta pronta a prendere seri provvedimenti per ostacolare e fermare le partenze dei barconi, con operazioni in mare sulle coste dell'Africa settentrionale, laddove, quindi, i mercanti di carne umana danno il via ai loro viaggi della speranza. L'Unione europea non si è ancora pronunciata, infatti, sui «trafficanti di uomini, gli scafisti, sulla distruzione dei barconi, sui respingimenti e sui rimpatri, sugli aiuti a quei Paesi che garantiranno il blocco delle frontiere per i trafficanti di uomini provenienti dal Corno d’Africa e diretti sulle coste libiche». Quando l'Europa si farà davvero carico del problema?

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