17 gennaio 2022
Aggiornato 20:00
FdI: «continuiamo a farci carico dei costi dei profughi»

Meloni: Piano europeo sull'immigrazione è una fregatura per l'Italia

Il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, commenta la nuova bozza della Commissione Ue per gestire l'emergenza sbarchi: «umiliante commissariamento delle autorità italiane» in merito al riconoscimento e all'identificazione di chi sbarca sul territorio nazionale

ROMA - «Il piano europeo sull’immigrazione si sta rivelando sempre di più una fregatura per l’Italia». La nuova bozza predisposta dalla Commissione Ue per affrontare e gestire l'emergenza sbarchi non soddisfa affatto il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che considera «umiliante» la decisione secondo cui l'Italia debba continuare a farsi carico delle spese di accoglienza dei 90 mila migranti già presenti sul territorio italiano. La bozza – a detta del leader di FdI – non riporterebbe la ridistribuzione dei migranti negli altri Paesi membri dell'Unione europea, confermando, quindi, «l’umiliante commissariamento delle autorità italiane» in merito al riconoscimento e all’identificazione di chi sbarca sul territorio nazionale come condizione per la ridistribuzione degli immigrati.

Governo incapace di difendere i confini
Punta il dito contro il governo Renzi, Giorgia Meloni, sottolineando l'incapacità del premier e dei suoi di pretendere dall'Europa un trattamento equo in materia di immigrazione. Il presidente del Cosniglio, secondo Meloni, si spende in slogan e «belle parole», lasciando però che il Paese continui «ad essere preso a pesci in faccia dal‎l’Europa». Promesse su promesse che si infrangono di fronte alla realtà dei fatti, che vede un Esecutivo «incapace di governare i flussi migratori e difendere i confini nazionali».

In 40mila fuori da Italia e Grecia in due anni
Intanto è stata approvata l'agenda Ue e in quarantamila saranno costretti a lasciare l'Italia e la Grecia nei prossimi due anni. Saranno ventiquattromila i profughi presenti in Italia, di nazionalità siriana e eritrea, a dover lasciare il nostro Paese, ridistribuiti in altri Paesi membri dell'Unione. Questa la proposta giunta dalla Commissione europea sui migranti, ora in attesa del via libera del Consiglio. Quale il criterio alla base della distribuzione dei migranti nei vari Stati europei? Secondo quanto stabilito dalla proposta il numero delle persone da ospitare verrebbe fuori facendo riferimento alla dimensione della popolazione del Paese ospite per il 40%, al Pil per il 40%, il tasso di disoccupazione per il 10% e il numero degli applicanti per il riconoscimento del diritto di asilo per il restante 10%. Previsti anche dei finanziamenti: il bilancio europeo, infatti, sarebbe pronto a stanziare 240 milioni e i singoli Paesi riceveranno, così, circa seimila euro per ogni migrante ospitato.

Il resettlement
La proposta della Commissione migranti prevede anche un resettlement, un regime di insediamento per quei Paesi che potrebbero accogliere ventimila persone in due anni. Si tratterebbe di soggetti che avendo ottenuto il riconoscimento del diritto di asilo, si trovano momentaneamente in diversi campi profughi dell'Africa settentrionale. Ai Paesi coinvolti nel resettlement, il bilancio dell'Unione europea rilascerà altri cinquanta milioni di euro nel biennio 2015-2016. Dimitris Avramopoulos, commissario Ue all'immigrazione, commenta la proposta, soffermandosi sulla necessità che ogni Stato membro garantisca la solidarietà minima – come previsto, appunto, dalla proposta – e afferma: «Globalmente ci sono stati commenti positivi sull'agenda per l'immigrazione, ma anche punti fraintesi: noi non proponiamo di stabilire quote. Quota è una parola che non ci piace e non abbiamo mai usato».