15 luglio 2020
Aggiornato 07:30
Studenti e docenti contro il ddl

Scuola, verso la riforma del precariato e della privatizzazione

Dopo il via libera della Camera dei Deputati, previsto il voto finale sulla Buona Scuola per mercoledì prossimo. Intanto il governo incontra sindacati, associazioni studentesche e dei genitori.

ROMA - «I costi della riforma Renzi risulterebbero, rispetto ai risultati cui essa mira, davvero troppo elevati per il sistema scolastico italiano; almeno finché questo sistema continuerà a reggersi sui principi sanciti dalla nostra Costituzione. Senza dubbio l’apparato scolastico italiano è al «collasso» e richiede interventi coraggiosi più che genericamente drastici. Non basta infatti «cambiare tutto» per ottenere automaticamente un progresso». Su OrizzonteScuola.it è riportata un'analisi dettagliata di un docente che, dati e articoli alla mano, riporta per filo e per segno tutte le falle della Buona Scuola di Matteo Renzi. Analisi che porta inesorabilmente verso la constatazione amarissima di una riforma che avvantaggia le scuole private e contribuisce a fare del docente un precario a tempo pieno.

Il governo incotra studenti e genitori
Dopo il via libera della Camera dei Deputati, continua l'iter della legge che porterà al rinnovamento del mondo della scuola. Previsto per martedì prossimo, il voto finale è slittato a mercoledì su decisione della Conferenza dei Gruppi della Camera. Giornate importanti, queste, per la riforma della scuola. Martedì il governo ha incontrato i sindacati, mentre nella giornata di mercoledì si è tenuto l'incontro a Palazzo Chigi con associazioni studentesche e dei genitori.

Buona scuola: occasione da non perdere?
Dopo i sindacati, dunque, il governo si confronta con gli studenti. Se per il premier Renzi la Buona Scuola è un'occasione da non sciupare, per una porzione consistente del mondo della scuola risulta del tutto inefficace e fallimentare. A dimostrarlo la manifestazione del 5 maggio scorso, cui hanno partecipato in migliaia per urlare «no» ad una legge che uccide la scuola. A colloquio col governo, gli studenti espongono i loro dubbi L'Unione degli Studenti riconferma la posizione di forte perplessità, ribadendo l'adesione al boicottaggio dei tanto discussi test Invalsi.

UDS contro il Governo
Sul sito dell'UdS si legge: «Siamo stati presi in giro. Il Governo non vuole riconoscere le istanze maggioritarie sulla scuola che si sono espresse negli ultimi mesi di mobilitazione, nello sciopero generale del 5 e nel boicottaggio delle prove Invalsi di ieri. […] c’è stato un palese tentativo di strumentalizzare gli studenti contro i docenti e i sindacati, facendo delle aperture sugli emendamenti senza però intaccare i pilastri complessivi della riforma». Per il sindacato studentesco il governo sarebbe intento a promuovere «un modello di scuola autoritario con un dirigente che continua a decidere tutto in forma diretta ed indiretta, succube dei privati».

Non tutti gli studenti contro la riforma
Non tutte le associazioni sono sulla stessa lunghezza d'onda: il movimento StudiCentro sostiene che la riforma promossa dal governo può rappresentare «un passaggio di secolo dal novecento al nuovo millennio», nonostante le criticità registrate, «cogliamo questo aspetto quando si introducono materie come l'educazione ambientale e quella finanziaria, quando si sdogana il concetto che tutti i soggetti sono sottoposti a valutazione, quando si introducono, rafforzano e finanziano percorsi di alternanza scuola-lavoro e quando si supporta la scuola paritaria e la libertà educativa».

Le preoccupazioni dei genitori
Sempre mercoledì il governo ha incontrato le associazioni dei genitori. Un clima più disteso ha fatto registrare perplessità in relazione ad alcuni nodi della riforma, ma l'incontro ha riportato nel complesso un giudizio positivo da parte dei genitori che avrebbero – secondo quanto dichiarato dal ministro dell'Istruzione Stefania Giannini – riconosciuto il valore rivoluzionario della riforma: i genitori «hanno espresso opinioni e sensibilità diverse sui singoli punti»,e «riconosciuto lo sforzo del governo di voler portare la scuola dal secolo scorso a questo secolo».

Famiglie contro i sindacati
Uno delle maggiori preoccupazioni dei genitori è sicuramente la qualità dell'insegnamento e dunque la valutazione dei docenti. Ad allarmare le famiglie degli studenti c'è in ballo anche la questione della pressione dei sindacati e del possibile blocco degli scrutini. A tal proposito Fabrizio Azzolini, presidente dell'Associazione italiana genitori ha affermato che «Confidiamo che le famiglie siano veramente nella scuola a pieno titolo, perché la scuola non è dei sindacati, ma prima di tutto degli studenti e dei genitori. Per questo motivo siamo contrari al blocco degli scrutini, perché è una forma di protesta contro gli alunni».