15 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Savino: «Il governo interpreta male i dati di Bruxelles: l'Italia è il fanalino di coda dell'Ue»

"Non è la prima volta che il responsabile Economia del Partito Democratico, Filippo Taddei, si lascia andare in interpretazioni errate dello stato dell'economia e dell'occupazione in Italia": lo afferma Elvira Savino, capogruppo di Forza Italia.

Roma (askanews) - «Non è la prima volta che il responsabile Economia del Partito Democratico, Filippo Taddei, si lascia andare in interpretazioni errate dello stato dell'economia e dell'occupazione in Italia. Se Taddei leggesse con attenzione l'analisi della Commissione europea, si accorgerebbe che l'Italia è fanalino di coda in Europa, che gli altri governi europei stanno facendo crescere i loro Paesi mentre Renzi frena il nostro. O Taddei, quindi, non sa leggere, o più probabilmente è in malafede». Lo afferma Elvira Savino, capogruppo di Forza Italia in commissione Politiche della Ue a Montecitorio.

Savino: Renzi non sta riportando la ripresa in Italia, la sta vedendo passare in Europa
«Ad esempio - osserva Savino - secondo la Commissione il Pil in Italia quest'anno dovrebbe aumentare dello 0,6 per cento, mentre nell'eurozona di un ben più consistente 1,5 per cento e nella Ue addirittura dell'1,8. Sempre secondo la Commissione, il tasso di disoccupazione in Italia nel 2015 arriverà al 12,4 per cento mentre nella zona euro all'11 per cento e in tutta l'Ue in media al 9,6 per cento. Inoltre - continua - se si incrociano i dati della Commissione Ue di oggi con quelli della Bce di qualche giorno fa, risulta chiaramente, e questo lo sottolinea la stessa Commissione nella sua relazione, che la crescita dell'economia italiana è prodotta da fattori esterni ed estranei al governo, quali il basso prezzo del petrolio, il deprezzamento dell'euro e il QE della Bce che sta facendo abbassare i tassi di interesse. Quindi - conclude Savino - Renzi non sta affatto portando la ripresa in Italia, ma la sta guardando passare in Europa».

Galimberti: Il governo è troppo ottimista
«Dopo il Fondo Monetario anche le stime primaverili dell'Ue per il 2015 confermano che il governo è stato fin troppo ottimistico nel suo Def: il Pil è rivisto al ribasso, l'inflazione ripartirà solo nel 2016, forse, e debito pubblico e deficit sono molto lontani dalle previsioni del Def", dichiara anche il senatore di Forza Italia Paolo Galimberti. «Le richieste di chiarimento della Commissione su derivati e compensazione delle pensioni - aggiunge - sono un segnale di allarme da non sottovalutare. Se le risposte dell'esecutivo non piaceranno a Bruxelles, la tanto conclamata flessibilità europea verrà sostituita da una nuova stangata per i cittadini. Ancor meno, il governo non pensi di far quadrare i conti facendo scattare le clausole di salvaguardia, perché questo manderebbe a picco i consumi con relative ripercussioni disastrose sulla crescita del Paese».