22 settembre 2020
Aggiornato 16:00
M5S abbandona i lavori della riforma della scuola

Dadone: «Non c'é spazio per discutere col governo di Matteo Renzi»

Il Movimento cinque stelle ha deciso di abbandondare i lavori della settima commissione dove si discute il ddl di riforma della scuola e di aderire alla manifestazione del 5 maggio. "Abbandonare i lavori della commissione non è un Aventino", spiega la capogruppo M5S alla Camera Fabiana Dadone.

Roma (askanews) - Il Movimento cinque stelle ha deciso di abbandondare i lavori della settima commissione dove si discute il ddl di riforma della scuola e di aderire alla manifestazione del 5 maggio. «Abbandonare i lavori della commissione non è un Aventino - spiega la capogruppo M5S alla Camera Fabiana Dadone -, noi parteciperemo alla manifestazione del 5 maggio alla quale ha aderito ben oltre il 90% il mondo della scuola: il governo dovrebbe farsi qualche domanda». Governo che secondo i componenti M5S della commissione si è comportato «in modo arrogante» negando nei fatti «qualsiasi possibilità di modificare il testo».

M5S: Le modifiche fatte al ddl sono solo delle truffe semantiche
«Ci dispiace non poter discutere in commissione le nostre proposte - aggiunge Simone Valente capogruppo pentastellato - tra cui l'abolizione dei fondi alle scuole paritarie, un bilanciamento dei poteri del preside e una controproposta sul reclutamento, già depositata alla Camera con una pdl, ma continueremo a parlarne dentro e fuori il palazzo aderendo alla manifestazione del 5 maggio». La capogruppo M5S a Montecitorio Fabiana Dadone ha ribadito che abbandonare i lavori «non è Aventino», «tutte le forzature che abbiamo visto smascherano la volontà del governo di non fare modificare e di non riaprire il ddl» ha aggiunto Valente. Inoltre, ha spiegato, che «le modifiche fatte sono delle truffe semantiche, non cambia nulla: non un euro in più, sempre grande potere al dirigente d'istituto. E per la ghigliottina i nostri emendamenti, circa 700, sono stati ridotti a 48. Il governo - ha osservato la senatrice Enza Blundo - ha detto di voler fare la riforma insieme al mondo della scuola, ma di tutto quel lavoro di confronto non è stato ascoltato nulla, bisogna essere davvero arroganti per fare una cosa del genere. Nel testo resta la cosa più preoccupante ovvero la chiamata diretta: la scuola rischia di avere dei nominati e un altro pericolo per la scuola pubblica è il clientelismo».

Non c'é nessuna apertura da parte del governo
«Per tutte le forzature che abbiamo visto», «per la ghigliottina sugli emendamenti che dai 700 presentati saranno ridotti a 48» e «per il collegamento al Def in itinere e per l'impossibilità di modificare e di incidere sul testo della riforma della scuola il Movimento cinque stelle abbandonerà i lavori della settima commissione». Lo ha annunciato in conferenza stampa a Montecitorio il capogruppo pentastellato nella commissione cultura, che sta esaminando la riforma della scuola, Simone Valente. «Non c'è nessuna reale apertura del governo a un ascolto, il governo si è accorto ora di aver fatto degli errori - ha aggiunto la senatrice Enza Blundo -, ma non c'è alcuno spazio per discutere».