18 gennaio 2020
Aggiornato 06:30
Scelta civica su legge elettorale

Zanetti: Italicum votabile, ma migliorabile

Il segretario politico di Scelta Civica, Enrico Zanetti, annuncia che domani voterà senza esitazioni contro pregiudiziali di costituzionalità «a dir poco strumentali». In merito alla legge elettorale, emerge «un quadro che si potrebbe migliorare, ma che non è certo invotabile a priori», spiega Zanetti.

ROMA (askanews) - «Domani Scelta Civica voterà senza esitazioni contro pregiudiziali di costituzionalità a dir poco strumentali, presentate, senza pudore politico alcuno, anche da partiti che hanno votato quello stesso testo al Senato. Sul merito dell'Italicum, ribadiamo che premio di maggioranza alla lista per la governabilità, rappresentanza delle minoranze al 3% e mix capilista - preferenze disegnano un quadro che si potrebbe migliorare, ma che non è certo invotabile a priori». Lo dichiara Enrico Zanetti, segretario politico di Scelta Civica.

Serve messa a punto elezioni contrappesi istituzionali
«Resta però sul tavolo una questione dirimente che abbiamo posto alle altre forze politiche e su cui non abbiamo ancora avuto risposte: l'esigenza di una nuova messa a punto delle regole per l'elezione dei "contrappesi istituzionali" - Presidenza della Repubblica, Corte costituzionale e Csm - nell'ambito del disegno di legge di riforma costituzionale, finalizzata ad amplificare il livello di tutela delle minoranze in modo simmetrico al grado di tutela della governabilità che questa legge assicura alla maggioranza. L'apposizione formale della fiducia, tanto più dopo le parole di Renzi, non ha alcun senso e le cose senza senso vanno evitate, perché o non aggiungono nulla o portano brutte sorprese», conclude Zanetti.

Mazziotti: serve più responsabilità
«Spero davvero in un ultimo sussulto di responsabilità dei maggiori gruppi e che la legge elettorale sia approvata senza voti segreti e non si debba arrivare al voto di fiducia». Lo ha dichiarato il capogruppo di Scelta civica alla Camera, Andrea Mazziotti, intervenendo in aula durante la discussione generale sull'Italicum, confermando l'assenso del partito alla legge elettorale.