4 giugno 2020
Aggiornato 04:00
Emergenza sbarchi

Aiccre: l'Europa aiuti l'Italia e gli enti locali

Carla Rey, segretario generale dell'Aiccre, a margine dell'incontro dei Segretari generali delle Sezioni nazionali del Ccre, che si sta svolgendo a Vienna, ha affermato che la tragedia dello scorso fine settimana riapre «per l'ennesima volta il rimbalzarsi delle responsabilità»: serve l'intervento delle autorità europee e nazionali per soccorsi in mare più efficaci.

ROMA (askanews)«La nuova, immane, tragedia che ha colpito recentemente il popolo dei migranti riapre per l'ennesima volta il rimbalzarsi delle responsabilità: si invocano interventi delle autorità europee e nazionali per soccorsi in mare più efficaci che non risolvono però il problema in modo strutturale»: così Carla Rey, segretario generale dell'Aiccre, a margine dell'incontro dei Segretari generali delle Sezioni nazionali del Ccre, che si sta svolgendo a Vienna (21 e 22 aprile). «È finito il tempo di interventi sporadici e di programmi europei ad hoc. Siamo di fronte ad un fenomeno epocale che non può essere risolto soltanto intervenendo in mare, l'ultimo tratto del percorso che porta migliaia di persone a fuggire da fame, carestie, guerre, dittature violente e terrorismo».

Necessario l'approccio europeo per la soluzione
Il problema deve essere risolto con un approccio europeo. «Al di là delle rassicurazioni di facciata da parte dell'Unione europea - prosegue la Rey - l'Italia è stata di fatto lasciata sola, e con essa i suoi Enti locali, duramente provati dall'emergenza migrazione. Unione europea che da anni non pone l'attenzione necessaria sul Mediterraneo, ed ha spostato il suo sguardo verso il nord e verso l'est». L'AICCRE, sottolinea la dirigente, «è per il rafforzamento del sostegno agli Enti territoriali che sono in prima linea nella gestione dei flussi di migranti. La solidarietà e la ripartizione equa delle responsabilità tra i diversi livelli di potere devono trovare realizzazione nel quadro di un'autentica politica europea in materia di migrazione».

Pace e sviluppo per il Medio Oriente
Inoltre come AICCRE «ribadiamo di progettare piani di pace e di assistenza allo sviluppo per il Medio Oriente e l'Africa. La normalizzazione politica e la stabilizzazione economica permetterebbero di porre sotto controllo i flussi migratori e offrirebbero, tra l'altro una grande leva di crescita per l'Europa con la partecipazione a progetti educativi, infrastrutturali, energetici, agroalimentari e industriali concordati con le autorità locali». Questi piani devono essere concordati con le autorità dei paesi arabi e africani disponibili, «possibilmente attraverso una concertazione internazionale dell'UE con la Lega Araba e l'Unione Africana sui temi della sicurezza reciproca». Gli Enti locali, conclude la Rey, «devono essere coinvolti costituendo dei partenariati per la migrazione e l'integrazione tra città e regioni dei paesi di origine e di destinazione, al fine di assicurare una gestione più decentrata delle migrazioni».

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