26 maggio 2020
Aggiornato 15:00
Pd su emergenza sbarchi

Tonini: «Sui migranti, nelle diversità delle posizioni la maggiore unità possibile»

Il senatore Giorgio Tonini, vicepresidente del Gruppo del Pd, intervenendo in aula a Palazzo Madama dopo le comunicazioni del premier sostiene fermamente che di fronte alle tragedie del mare cui ogni giorno assistiamo il nostro Paese «ha il dovere di trovare nelle diversità delle posizioni la maggiore unità possibile». Per questo il Pd voterà le mozioni di Forza Italia e M5S.

ROMA (askanews) - «Di fronte alle tragedie che si stanno consumando nel Mediterraneo un paese come il nostro, impregnato di Mediterraneo, ha il dovere di trovare nelle diversità delle posizioni la maggiore unità possibile. Ed è proprio nell'ottica della valorizzazione delle diversità che, accogliendo le aperture del governo, che il Pd voterà le mozioni di Forza Italia e M5S». Lo ha detto il senatore Giorgio Tonini, vicepresidente del Gruppo del Pd, intervenendo in aula a Palazzo Madama in dichiarazione di voto dopo le comunicazioni del premier Renzi alla vigilia del Consiglio straordinario Ue sugli immigrati.

L'Italia sia all'altezza delle emergenze, ma non da sola
«Lo facciamo perché tutte le aperture devono essere valorizzate per favorire la maturazione di una responsabilità collettiva - ha sottolineato l'esponente Pd -. Il nostro Paese deve essere all'altezza dell'emergenza che stiamo vivendo. Ma nessuno da solo può esserlo. La politica deve essere sforzo di intelligenza. Il Mediterraneo e crocevia di tre crisi: la 'terza guerra mondiale', così come l'ha definita Papa Francesco, che ha l'epicentro nel mondo arabo islamico e sta facendo centinaia di morti e milioni di sfollati. Poi c'è l'Africa, nella quale l'Italia può investire con la cooperazione, la politica estera è cooperazione», continua il senatore del Pd.

Necessario trovare una soluzione a monte
«E infine c'è la crisi dell'Europa, che stenta a trovare un suo assetto politico convincente. Senza un'Europa più politica nessuno riuscirà ad affrontare la crisi che stiamo attraversando. Abbiamo la responsabilità di tradurre tutto questo in atti di governo. Bisogna rafforzare la sicurezza e il controllo in mare per salvare le vite dei migranti in fuga, ma non è tutto - conclude Tonini - Non è, e non può essere, il mare il momento di incontro tra noi e loro. Bisogna favorire una soluzione a monte, con interventi in Libia. Ma se i libici non ci mettono in condizione di farlo, noi dobbiamo intervenire», conclude Tonini.

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