20 settembre 2019
Aggiornato 13:30
Whirlpool non è disposta a fare dietro front sui licenziamenti

Di Maio: «Penali per le aziende che non rispettano gli impegni coi lavoratori»

Il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, preso atto della rottura delle trattative tra azienda e sindacati, ha convocato il Tavolo sulla vertenza Whirlpool lunedì 27 aprile alle ore 16. Lo comunica, in una nota, il Mise. Ma la Whirlpool non sembra disposta a fare dietro front sui licenziamenti.

Roma (askanews) - Il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, preso atto della rottura delle trattative tra azienda e sindacati, ha convocato il Tavolo sulla vertenza Whirlpool lunedì 27 aprile alle ore 16. Lo comunica, in una nota, il Mise. Ma la Whirlpool non sembra disposta a fare dietro front sui licenziamenti.

Whirlpool: Confermiamo gli investimenti in Italia, ma non cambiamo il piano industriale
Whirlpool è fortemente convinta della solidità e della validità del piano industriale, finalizzato a dare continuità e un futuro sostenibile all'azienda in Italia, attraverso il riassetto della produzione e l'innovazione di processo e di prodotto».Con queste parole il responsabile delle relazioni esterne di Whirlpool, Alessandro Magnoni ha confermato il punto di vista dell'azienda dopo la rottura delle trattative con i sindacati. Magnoni ha poi confermato che l'azienda «pur non avendo avuto oggi l'opportunità di entrare nei dettagli del piano industriale per l'Italia, ha ribadito la massima disponibilità ad un confronto aperto, trasparente e collaborativo con tutte le parti coinvolte sui contenuti del piano». Magnoni ha poi ribadito che l'azienda conferma «il livello di investimenti, pari a 500 milioni di euro» che - secondo la Whirlpool - «rilancia di fatto il paese, ponendolo al centro della strategia europea dell'azienda».La Whirlpool ha inoltre confermato di aver incontrato i rappresentanti dei coordinamenti nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Ugl e le Rsu dei lavoratori.

M5S: Penali per le aziende che non rispettano gli accordi
Non bastano gli accordi per salvare i posti di lavoro, servono penali per le aziende che non li rispettano: lo ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, componente del direttorio del Movimento 5 stelle, parlando ai microfoni di Sky Tg24 davanti ai cancelli della Whirlpool-Indesit di Carinaro in provincia di Caserta. «C'era un accordo - ha spiegato - che non si sta rispettando, un accordo sottoscritto dal governo italiano e da una grande multinazionale che li impegnava a salvaguardare alcuni posti di lavoro».Secondo l'esponente stellato «alla fine il governo che aveva firmato un impegno non è più credibile agli occhi di queste persone. Queste persone hanno perso le speranze nei confronti della politica in generale. Loro avevano alle spalle la sicurezza di un accordo siglato dal governo che non si sta rispettando. Allora adesso si vogliono fare nuovi tavoli, nuovi accordi? Bene, ma ci devono essere penali per le aziende che non rispettano questi accordi».

Non c'é più tempo per le riunioni, di riunioni si muore
Di Maio vede nei numerosi casi di chiusura di aziende «un annientamento delle attività produttive nel Sud Italia. E lo Stato in tutto questo dov'è? Quanti cittadini sanno che abbiamo il fondo strategico nazionale che può intervenire in aziende per mantenerle aperte? Ci si affida alle multinazionali ma lo Stato può intervenire e salvare le aziende, se l'obiettivo è mantenere l'occupazione».Quanto all'impegno preso oggi dal presidente del Consiglio Matteo Renzi proprio per lo stabilimento Whirlpool, «è lo stesso impegno di Letta, probabilmente, - ha commentato il parlamentare M5S - lo stesso impegno di Monti. Io ne ho piene le scatole degli impegni, si introducano delle penali: se l'azienda non rispetta gli accordi presi con il governo paga, e paga profumatamente. Non è più tempo di tavoli perché di tavoli si muore».