20 aprile 2021
Aggiornato 17:30
Legacoop annuncia che denuncerà il vicecapogruppo M5s alla Camera

Di Maio: ci vuole un tribunale nazionale per la corruzione

Il M5s ha presentato in procura un esposto in cui ha ricostruito i rapporti tra coop, politica e criminalità sull'ultima inchiesta sulla metanizzazione di Ischia. E ha chiesto che una procura nazionale si occupi esclusivamente dei fenomeni di corruzione che stanno letteralmente sconquassando il nostro Paese, mettendo queste vicende sotto l'occhio dei riflettori.

NAPOLI (askanews) - Una procura nazionale che si occupi esclusivamente di fenomeni di corruzione seguendo quel «filo rosso» che lega il sistema di cooperative, i politici corrotti e la crimInalità. Questa, in sintesi, la richiesta avanzata oggi dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio al termine dell'incontro a Napoli in Procura con i due aggiunti del Procuratore Colangelo, Alfonso D'Avino e Luigi Frunzio. Di Maio, esponente del direttorio M5s, ai magistrati che indagano sulle tangenti a Ischia ha consegnato un dossier sulle intricate vicende venute fuori nell'ultima inchiesta sulla metanizzazione che ha portato agli arresti del sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino, e di persone legate alle cooperative.

DI MAIO: NON SIAMO IL PARTITO DELLE PROCURE - «Non siamo nuovo partito delle procure - ha detto Di Maio subito dopo l'incontro con i due aggiunti - Siamo venuti a chiedere al procuratore di Napoli di mettere sotto i riflettori le relazioni sempre più fitte tra mondo delle cooperative, la criminalità organizzata e i fenomeni di corruzione. La verità è che non esiste una procura nazionale che si occupi dei fenomeni di corruzione. Se esistesse dovrebbe seguire il filo conduttore o delle cooperative o dei reati di corruzione per riuscire a trovare i più grandi scandali in Italia legati alle tasse dei cittadini che vanno in tangenti o in sprechi».

DEPOSITATO UN DOSSIER CINQUE STELLE - «Abbiamo ricostruito un dossier, con un atto depositato oggi in procura, così come già fatto con il procuratore Roberti, in cui si scopre che nei grandi scandali c'è sempre una cooperativa, un politico corrotto e un'organizzazione criminale», ha riferito Di Maio ai cronisti, sottolineando che «ci sono sempre le stesse coop: coop legate ai partiti» e allora «per seguire questo intreccio, bisogna seguire filo rosso delle cooperative»«Capisco - ha concluso il vicepresidente M5s della Camera - che il Pd sia preoccupato perché ogni volta che abbiamo denunciato, gli scandali si sono verificati: da Incalza in poi. Oggi abbiamo chiesto anche in Campania una verifica sui sistemi delle cooperative. Perché per come sono articolate a livello normativo permettono maggiori infiltrazioni».

LEGACOOP: DENUNCIAMO DI MAIO - Ma la Lega delle cooperative non ci sta, e replica a muso duro alle dichiarazioni di Di Maio: «Vedo che il signor Luigi Di Maio - ha dichiarato in una nota il presidente di Legacoop nazionale Mauro Lusetti - continua a farneticare, su questioni che non conosce e delle quali dovrà rendere conto. Spero che almeno abbia il coraggio di non trincerarsi dietro l'immunità parlamentare». Lusetti ha così proseguito: «Il signor Di Maio con le sue dichiarazioni, rilasciate anche dopo l'estemporanea visita alla Procura di Napoli, offende migliaia di soci e lavoratori, offende una storia, offende una parte importante del nostro Paese per meschini calcoli politici. Le cooperative e i propri soci sono quelle che gestiscono in tutt'Italia i beni confiscati alle mafie, sono quelle che garantiscono a milioni di persone un lavoro e sono quelle che con la loro presenza capillare rappresentano un fattore di coesione sociale e di sviluppo». Il numero uno di Legacoop ha quindi sottolineato che «il signor Di Maio, anche per il suo ruolo istituzionale, dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di parlare di noi. Le scuse - ha concluso Lusetti - non bastano, ci dispiace dover dare del lavoro alla Magistratura che ha cose ben più importanti di cui occuparsi, ma abbiamo denunciato il signor Di Maio per il cumulo di falsità e offese che ha scritto sulla sua pagina Facebook e che ha replicato oggi».