21 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Alla Camera la conferenza stampa per presentare la proposta

Grande guerra: Pd, riabilitare i disertori

Il capogruppo in commissione Difesa Gian Piero Scanu, i deputati Francesco Saverio Garofani e Giorgio Zanin illustrano oggi, in una conferenza stampa alla Camera, la proposta del Pd insieme ad altri firmatari dell'appello pubblico per la riabilitazione: «E' un dovere morale».

ROMA (askanews) - Sono passati cento anni dall'inizio della Grande Guerra e il Partito democratico la ricorda chiedendo «la riabilitazione dei militari italiani uccisi da un plotone di esecuzione per reati contro la disciplina militare, accusati di tradimento o di viltà di fronte al nemico. La tragica vicenda non può essere dimenticata perché è moralmente doveroso riconoscere l'ingiustizia subita da quegli uomini e perché esistono ragioni di carattere giuridico e storico a sostegno di un auspicabile provvedimento di riabilitazione che abbia la forza della legge».

OGGI ALLA CAMERA LA PROPOSTA - Il capogruppo in commissione Difesa Gian Piero Scanu, i deputati Francesco Saverio Garofani e Giorgio Zanin illustrano oggi la proposta del Pd («Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale» A.C 2741) insieme al magistrato della Procura militare di Padova Sergio Dini, Giovanni Marco Cavallarin, Elisa Bianchi, Damiano Leonetti, firmatari dell'appello pubblico per la riabilitazione insieme a numerosi e autorevoli esponenti del mondo culturale, docenti universitari e liceali, rappresentanti di associazioni. Sarà inoltre presente monsignor Angelo Frigerio, vicario generale dell'Ordinariato militare già protagonista di una richiesta di riabilitazione.

UNA QUESTIONE MORALE - Nell'invito per la conferenza stampa di oggi alla Camera si scrive che dietro questo ricordo del primo conflitto mondiale si cela una questione morale che spinge affinché a questi uomini sia riconosciuta l'ingiustizia che li ha portati alla morte: «La tragica vicenda non può essere dimenticata perché è moralmente doveroso riconoscere l'ingiustizia subita da quegli uomini e perché esistono ragioni di carattere giuridico e storico a sostegno di un auspicabile provvedimento di riabilitazione che abbia la forza della legge».