26 giugno 2019
Aggiornato 22:00
La Cisl dice «no» ai passaggio dei «provinciali» nei tribunali

Paone: la giustizia in Veneto non si risolve con un travaso di incompetenze

Dopo l'interrogazione parlamentare di Antonio De Poli, che ha denunciato un ampio vuoto di organico nel sistema giudiziario veneto, il Ministero ha emesso un bando di mobilità volontaria di 1031 posti. Ma il coordinatore del settore giustizia della Cisl Funzione Pubblica di Venezia si oppone: così facendo, si riempirà quel buco con personale inesperto e non competente.

ROMA - Ci eravamo già occupati della carenza di circa 7000 unità denunciata dal parlamentare Udc Antonio De Poli, prossima a verificarsi nel sistema della giustizia veneto. Un buco che potrebbe portare, ha dichiarato De Poli, alla «paralisi dell'amministrazione giudiziaria a discapito della comunità tutta». Al DiariodelWeb.it, interviene sulla vicenda Giuseppe Paone, coordinatore provinciale del settore giustizia della Cisl Funzione Pubblica di Venezia. Che, innanzitutto, ridimensiona i numeri in discussione. «C'è una scopertura media di circa il 23-24%. Forse nella cifra di 7000 indicata da De Poli rientrano i calcoli dei vari pensionamenti nel corso di un quinquennio. E' vero, però, che la situazione è seria», conferma.

PAONE: L'ULTIMO CONCORSO RISALE AL 1998 - «Il Ministero della Giustizia si articola in due dipartimenti: uno è l'organizzazione giudiziaria, che provvedono ai servizi dei tribunali; l'altro è l'amministrazione penitenziaria, cioè carceri. Il grosso del problema, qui, sta nel primo dei due dipartimenti, cioè nell'organizzazione giudiziaria. Il problema», sottolinea Paone, «è che il personale è molto anziano, perché l'ultimo concorso dei cancellieri risale al 1998. Quindi, dal 1998 non ci sono più immissioni a ruolo di personale della cancelleria». Un problema che si è fatto sentire, spiega Paone, «tra il fuggi-fuggi generale di chi ha la possibilità di andare in pensione, e il fatto che il personale non è mai stato  soggetto a un ricambio: sicuramente, la dotazione organica dei tribunali è in forte calo».

PERSONALE IN ESUBERO? NON HA LE COMPETENZE ADATTE - A tale situazione, «si voleva porre una toppa prendendo personale da tutti gli enti soppressi, tra cui le Province. Così,il Ministero ha emanato un bando di 1031 posti, destinato a una mobilità volontaria di personale che emigra da enti che abbiano dichiarato un esubero». Una soluzione che però, al sindacato, non piace. «E' la seconda volta che lo emana, e  bisogna sottolineare che le condizioni di lavoro della giustizia non sono molto appetibili per queste persone. Non stiamo parlando di mobilità obbligatoria, ma volontaria, e non c'è questa grande richiesta». Di fatto, la posizione della Cisl Funzione Pubblica è netta: «Il servizio giustizia non è un servizio qualunque. Si può anche prendere personale da altri enti, ma poi queste persone non hanno alcuna cognizione teorico-pratica per poter operare. Di conseguenza, può essere adibita a mansioni di base, ma non è in grado di far fronte al servizio: oggi, per diventare cancelliere, ci vuole la laurea in giurisprudenza e un concorso basato su materie giuridiche», spiega Paone.

L'UNICA VIA È INDIRE NUOVI CONCORSI - Insomma, l'opzione di spostamento di personale in esubero non trova l'appoggio del sindacato, e per una motivazione pratica e concreta: l'assenza di competenza. «Non è detto che il personale che arriva da altri enti sia in grado di operare, e soprattutto non si può pensare che il personale già in servizio possa fare opera di tutoraggio: già non riescono a far fronte al lavoro, non riuscirebbero certo a occuparsi anche della formazione dei nuovi colleghi». Quale potrebbe essere, dunque, la soluzione all'annosa questione? «L'unica via è quella dei concorsi. Non si può far fronte al problema con personale di enti che hanno sempre svolto tutt'altre funzioni, perché si tratta di attività specifiche, di collaborazione con il magistrato, di conoscere il codice di procedura civile», dichiara il coordinatore  del settore Giustizia della Cisl Veneta. «Il sindacato si batte affinchè, più che reclutare da enti dismessi il personale, si attivino nuovi concorsi finalizzati alla copertura delle vacanze»

PER IL GOVERNO TUTTI POSSONO FARE TUTTO. PER IL SINDACATO NO - Il tutto, con la dovuta flessibilità del caso. «E' chiaro che se uno deve fare il commesso preposto a spostare i fascicoli, quella è una mansione pratica per cui non si richiedono grosse competenze. Altro conto è se uno deve dirigere una cancelleria». Ciò che contesta Paone, in particolare, è l'idea che «tendenzialmente» ha il governo, e cioè che «tutti possano fare tutto, e che, in questo caso, ci si possa facilmente trasformare da dipendenti amministrativi della provincia ad amministrativi del tribunale. Ma la realtà è che poi queste persone non sono formate, non sono in grado di far fronte ai processi, e dunque si avrebbe l'unità, ma non l'utilità», conclude il dott. Paone. Insomma, la posizione del sindacato è chiara: il problema della carenza di organico non può essere affrontato con trasferimenti di personale che non tengano conto del merito e della competenza. Anche perché, in fondo, merito e competenza sono due requisiti che, in Italia, pagano già decisamente troppo poco.