16 settembre 2019
Aggiornato 09:00
Il senatore Ap denuncia l'uscita dal sistema giudiziario veneto di 7000 unità

De Poli: Addio giustizia in Veneto

Non c'è pace per il Veneto, almeno in tema giustizia. Dopo la vicenda di Stacchio, dopo i tanti appelli di Zaia a causa della dilagante criminalità per cui vorrebbe addirittura veder schierato l'esercito, ad aggravare la situazione giunge la prossima uscita di 7000 unità dai tribunali veneti, denunciata da De Poli. Una carenza di organico che metterà in crisi il sistema giudiziario regionale.

ROMA - Ancora emergenza giustizia, e ancora una volta in Veneto. La regione roccaforte della Lega aveva già nei mesi scorsi più volte denunciato, attraverso le parole del governatore Zaia, il dilagare della microcriminalità nelle città e nelle periferie, al punto che il candidato bis alle Regionali aveva più volte richiesto, nei mesi scorsi, al Ministero dell'Interno di schierare l'esercito. D'altronde, la vicenda di Graziano Stacchio, benzianio vicentino che ha freddato a colpi di fucile un rapinatore che minacciava la commessa della vicina gioielleria, è entrata negli annali della Lega Nord come simbolo della sua battaglia a favore di una maggiore sicurezza sul territorio. Ora, invece, è Antonio De Poli, senatore di Area Popolare, ad affrontare l'annosa questione giustizia in Veneto, e, questa volta, in riferimento ai tribunali.

NEI TRIBUNALI VENETI PRESTO UN BUCO DI 7000 UNITÀ - L'interrogazione presentata dal senatore, infatti, prende le mosse da una recente dichiarazione alla stampa del presidente del Tribunale di Venezia Arturo Toppan, secondo cui, nel corso del 2015, rischia di aggravarsi ulteriormente la già molto appesantita situazione del sistema giudiziario veneto. «Secondo le stime del Ministero della giustizia, si verificherà", infatti, «nei tribunali veneti una carenza di organico così grave da compromettere seriamente l'amministrazione della giustizia, a causa della collocazione a riposo di un gran numero di dipendenti dei tribunali". Si parla di un vuoto di organico pari a circa 7.000 unità, per il quale, sostiene l'interrogante, «si dovrà certamente porre una particolare attenzione e studiare misure risolutive che, in base alle nuove norme sulla mobilità del pubblico impiego, potrebbe prevedere l'impiego nei tribunali di personale delle Province in esubero adeguatamente formato circa le nuove competenze».

SERVONO MISURE URGENTI, MA UN AIUTO SARÀ FORNITO DAL PROCESSO TELEMATICO - Un intervento di tale entità, ha sottolineato l'interrogante, stimato di circa 2.000 unità, potrebbe coprire parzialmente la mancanza di organico, così da scongiurare «la paralisi dell'amministrazione giudiziaria a grave discapito della comunità tutta». Altro strumento lenitivo per il grave problema, secondo De Poli, sarebbe il «processo telematico» recentemente introdotto, che, «nonostante presenti delle criticità e dei problemi in questa fase iniziale di transizione dal vecchio al nuovo sistema, consentirà un risparmio stimato di 44 milioni di euro».

ESUBERI TAPPA-BUCHI - Così, De Poli ha chiesto di sapere «se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno attivarsi, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, per procedere al celere trasferimento nei tribunali dei dipendenti delle Province in esubero, in base alle nuove norme sulla mobilità del pubblico impiego e, soprattutto, come intendano procedere per favorire un percorso formativo affinché il personale acquisisca le necessarie competenze per operare in un ambito così delicato quale quello dell'amministrazione giudiziaria». Perché il problema della giustizia e della sicurezza più volte denunciato dal governatore Zaia non si aggravi ulteriormente, anche a causa del mal funzionamento dei tribunali.