18 novembre 2019
Aggiornato 01:30
La Lega Nord sulla vicenda Lupi

Centinaio: "Quelli di Ncd hanno più poltrone che elettori"

Questa mattina si è svolto un colloquio di circa un'ora tra il premier, Matteo Renzi, e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per un faccia a faccia sul futuro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo le dimissioni di Maurizio Lupi. Ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuto Gianmarco Centinaio, capogruppo al Senato della Lega Nord.

ROMA – Questa mattina si è svolto un colloquio di circa un'ora tra il premier, Matteo Renzi, e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per un faccia a faccia sul futuro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo le dimissioni di Maurizio Lupi. In pole position per la successione ci sarebbe Graziano Delrio, braccio destro del Presidente del Consiglio. Ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuto Gianmarco Centinaio, capogruppo al Senato della Lega Nord.

Che ne pensa degli ultimi fatti che hanno coinvolto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti?

«Ha fatto bene il ministro Lupi a dare le dimissioni, erano dovute ed è impensabile che un ministro non sappia cosa succede all'interno del suo ministero. Anche se fosse innocente - come sembra - politicamente deve rispondere del comportamento illecito dei suoi collaboratori. Se non è una colpa a livello giudiziario, è senz'altro una colpa politica.»

Secondo Lei ha fatto bene il Ministro Lupi ad andare prima in televisione, a Porta a Porta, e poi in Parlamento a presentare le sue dimissioni?

«No, e dico di più: quando è uscita la notizia, come capogruppo della Lega Nord in Senato, avevo chiesto che il ministro Lupi venisse in Senato a riferire, e la mia richiesta è stata approvata all'unanimità. Preferire 'Porta a Porta' a un'Aula parlamentare penso sia un affronto verso il Parlamento stesso, che - piaccia o non piaccia a Lupi, Renzi o al governo - rappresenta il paese.» 

Il Ministro Giovanardi ha dichiarato che su Lupi sono state dette molte ipocrisie: perché la maggior parte dei padri italiani avrebbe agito come lui. Lei è d'accordo?

«Concordo con le parole di Giovanardi, perché da un lato lo sport nazionale è quello di cercare di fregare lo Stato e dall'altro chi non fa politica – e la critica - poi si comporta esattamente come chi la fa. Una volta tanto concordo con quello che dice Giovanardi! D'altra parte, io sono anche dell'idea che chi fa politica debba dare il buon esempio. Dopo quello che è successo al figlio di Bossi – che è stato messo in croce – , al figlio di Di Pietro – che ugualmente è stato messo in croce – e a tanti altri, oggi era più che giusto alzare il dito anche contro Maurizio Lupi: chi fa politica deve dare il buon esempio e assumersi le sue responsabilità. Proprio per questo motivo, noi – come gruppo parlamentare in Senato – abbiamo deciso di non offrire nessun rapporto di collaborazione a parenti o amici dei senatori.»

A proposito del puntare il dito: è per pura casualità, secondo Lei, che questa volta il dito sia stato puntato contro Lupi o dietro questo caso mediatico e politico potrebbero esserci altri interessi da parte del governo e dello stesso premier, Matteo Renzi? Quello delle Infrastrutture e dei Trasporti è un ministero importante, e non solo per ragioni economiche...

«Le dico sinceramente che è una cosa alla quale avevo pensato anch'io. Non conosco direttamente Matteo Renzi, ma chi lo conosce meglio di me (e mi riferisco anche ai colleghi del Partito Democratico) mi hanno instillato questo dubbio. Renzi è un uomo molto lungimirante e spregiudicato, che ha cercato e cerca di raggiungere i suoi obiettivi anche con strumenti non legittimi a livello politico (non da un punto di vista legale). D'altra parte, non è un caso che nel NCD periodicamente chi occupa ruoli rilevanti abbia a che fare con la giustizia, e Lupi non è né il primo né l'ultimo. Ci sono più esponenti del Nuovo Centro Destra che elettori, ma tra poco – a furia di dare le dimissioni – non avranno più nessuno da mettere in campo.»