29 maggio 2022
Aggiornato 03:30
Berlusconi vede in Salvini un pericoloso antagonista da ridimensionare

Forza Italia e Lega Nord: amici o nemici?

In aiuto di Flavio Tosi, alle elezioni regionali per la poltrona del Veneto, potrebbe intervenire lo stesso Silvio Berlusconi, che vede nella Lega Nord di Matteo Salvini un pericolo antagonista da ridimensionare. Sarà guerra aperta tra Fi e LN?

ROMA - Su quanto sta accadendo tra Forza Italia e Lega Nord, entrambi i partiti hanno scelto di non pronunciarsi, ma il quadro sembra chiaro. «Il Veneto è un laboratorio politico, da qui può partire una vera prospettiva di centrodestra che può allargarsi su scala nazionale, una vera alternativa al centrosinistra mettendo insieme il centro e la destra», ha detto il sindaco di Verona, Flavio Tosi, candidato alla presidenza della Regione Veneto, dal palco della convention della sua fondazione «Ricostruiamo il Paese», a Verona. E in suo aiuto potrebbe intervenire lo stesso Silvio Berlusconi, che vede in Matteo Salvini un pericoloso antagonista da ridimensionare. Sarà guerra aperta, per il Veneto, tra Forza Italia e Lega Nord?

IL CENTRODESTRA COL VENETO RISCHIA IL SUICIDIO - Secondo Maurizio Belpietro, il centrodestra si sta suicidando. Forza Italia e Lega Nord hanno dovuto far fronte a veri e propri ammutinamenti, ma ora non si tratta più solo di Raffaele Fitto e Flavio Tosi (che hanno dichiarato nei rispettivi partiti guerra aperta ai loro leader alimentando faide intestine): è tutto il centrodestra a puntarsi una pistola alla tempia. La presidenza del Veneto è una partita importante, che rischia di essere un pericoloso boomerang sia per Matteo Salvini, che per Silvio Berlusconi. Stando agli ultimi fatti, l'ex Cav sembrerebbe intenzionato ad appoggiare Flavio Tosi e la sua corsa in solitaria contro Luca Zaia. Perché? Le manie di protagonismo della Lega Nord – che secondo i sondaggi avrebbe superato per consenso popolare Forza Italia – preoccupano non poco Silvio Berlusconi. Le parole del Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, sono esplicative.

LUPI: SE BERLUSCONI SEGUE SALVINI, DIVENTERÀ SANCHO PANZA - Se Berlusconi deciderà di unire Forza Italia alla Lega, il leader azzurro diventerà il «Sancho Panza» di Matteo Salvini: ha detto il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. «Forza Italia - ha proseguito il ministro - ha una grande scelta davanti, una scelta che segnerà il futuro di quel partito ma anche di tutta l'area di centrodestra e dei moderati che vuole costruire un'alternativa seria a Renzi e alla sinistra. Se Forza Italia e Berlusconi decidono di andare dietro a Salvini, vuol dire che confinano la presenza dei moderati in un estremismo populista che Salvini ha dato alla Lega. Berlusconi - ha detto ancora - ha avuto grandi intuizioni e in questi vent'anni ha saputo dare una rappresentanza forte e di governo all'area dei moderati, oggi ha davanti a sé un'altra scelta: se andrà dietro Salvini vorrà dire che diventerà purtroppo attuale quella vignetta del "Corriere della Sera" in cui ci sono don Chisciotte Salvini e Berlusconi Sancho Panza, non credo che Berlusconi abbia fatto tutto quello che ha fatto per diventare un Sancho Panza», ha concluso.

FORZA ITALIA VS LEGA NORD? - Non sorprende dunque che il Cavaliere possa voler approfittare di un momento di fragilità della Lega Nord, impegnata in una faida con Flavio Tosi, per riguadagnare il terreno perduto. Da Il Mattinale fanno sapere che sono meglio le felpe di Salvini che la volpe Matteo-Renzi: «Tra i due Mattei scegliamo quello della Lega. Meglio le felpe della volpe. Scegliere le felpe del Matteo leghista, però, non vuol dire indossarle. Ognuno ha il suo abito e il suo habitat. Salvini metta pure le felpe, noi preferiamo il doppiopetto di Berlusconi».Sul Veneto, però, Berlusconi potrebbe decidere di non scegliere nessuno dei due: in tal caso il fronte moderato si spaccherebbe, perché da una parte ci sarebbe la Lega Nord e dall'altra Forza Italia e il Ncd a sostegno di Tosi. Una scelta del genere rischia di compromettere non solo la vittoria delle elezioni regionali, ma anche il futuro del centrodestra: sempre più frammentato, disorientato, e votato all'autoflagellazione.