25 gennaio 2022
Aggiornato 08:30
Orfini affida a Gennaro Migliore il VI municipio

Per il Pd Tor Bella Monaca peggio di Napoli: «Mandiamoci un big»

L'ex capogruppo di Sel, ritiratosi dalle primarie in Campania, viene chiamato a commissariare il circolo più problematico di Roma: travolto da Mafia Capitale, dal caos tesseramenti e dalle proteste per il campo nomadi di Tor Sapienza.

ROMA – Allora un caso Pd esiste veramente. Matteo Orfini, presidente del Partito democratico e da quasi tre mesi commissario nella Capitale, continua il suo repulisti sul territorio. E, per riuscirci, si affida ad una raffica di sub-commissari: dopo il piemontese Stefano Esposito ad Ostia e l'ex membro della segreteria nazionale Antonio Funiciello al Salario, stavolta a finire nel mirino è Tor Bella Monaca. Proprio quel circolo del VI Municipio già segnalato nel 2013 alla commissione di garanzia per i tesseramenti gonfiati. Ad occuparsi di questo bubbone sarà nientemeno che un big della politica nazionale: Gennaro Migliore.

ORFINI: «PERSONALITÀ AUTOREVOLE» – 46enne, già delfino di Fausto Bertinotti, dirigente di Rifondazione e poi capogruppo di Sel nella legislatura in corso, è stato folgorato sulla via di Renzi al punto da lasciare i vendoliani per iscriversi al Partito democratico nel novembre scorso. Renzi lo voleva candidato unitario dei "dem" alle primarie della Regione Campania, ma su pressione dei vertici locali ha accettato di ritirarsi, per lasciar spazio a Vincenzo De Luca. In compenso, il partito lo ha ricompensato con questo altro incarico di prestigio: «Ho chiesto a Gennaro Migliore – ha raccontato Orfini – che ringrazio per lo spirito di servizio e la disponibilità, di svolgere la funzione di coordinatore del Partito Democratico del VI Municipio di Roma. La scelta di impegnare una personalità nazionale così autorevole per aiutare la ricostruzione del Pd in quei quartieri della città è un’ulteriore dimostrazione dell’attenzione che vogliamo dedicare alle periferie».

IL SALVATORE ARRIVA DALLA CAMPANIA – Dietro a queste dichiarazioni di rito si nascondono tutti i problemi di un circolo al centro della bufera: non solo per i coinvolgimenti in Mafia Capitale e il caos tesseramenti, ma anche per la frantumazione in mille correnti, i cattivi rapporti con il presidente del Municipio Susi Fantino, senza dimenticare i guai del territorio, alle prese con il campo nomadi di Tor Sapienza. Una bella gatta da pelare per un leader che solo poche settimane fa, al termine dei suoi brevi scorci di campagna elettorale per le regionali, giurava amore eterno alla sua terra di origine: «La mia breve campagna mi ha consentito di raccontare un progetto di governo diverso, fatto di proposte concrete, entusiasmo, passione civile. Proprio per questi motivi l’impegno preso per la mia terra, la Campania, rimane intatto». Ora si ritrova catapultato a 250 km di distanza, sempre calato dall'alto, ad affrontare una sfida politica nuova ma non per questo meno delicata. Tor Bella Monaca, dunque, è ridotta peggio di Napoli?