29 novembre 2022
Aggiornato 12:00
La deputata M5s: governo immobile davanti a approvazione legge in Fvg

Giulia Grillo: «Testamento biologico? Mai, con questa maggioranza»

In Friuli Venezia Giulia nasce il «Dat», il registro regionale per le «libere dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario». Il consiglio regionale approva la Legge sul Testamento biologico, mentre nel resto del Paese la soluzione non viene ancora presa in considerazione. Per Giulia Grillo, deputata del Movimento 5 Stelle, «questa maggioranza non voterà mai una legge simile».

ROMA - «Per come vedo questa maggioranza, non credo abbiano la forza» di emulare il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e procedere, quindi, nell'approvazione della legge sul testamento biologico. «Ovviamente senza la maggioranza non passa nulla, ma la vedo indecisa e titubante su questi temi. Lo abbiamo visto già con il reato di omofobia, per il quale non bisognava andare a farsi chissà quali turbe ideologiche, eppure la decisione è stata paradossale, su una proposta di legge dello stesso Pd. Quindi immagino che sul testamento biologico non si muoveranno mai. Io ho visto la situazione e penso che si tratti di un ritardo storico che scontano, poi, i cittadini che si trovano a convivere con questi drammi», afferma Giulia Grillo.

GOVERNO IMMOBILE - Eppure si tratta di una prassi cui si assiste quotidianamente negli ospedali: «Va normata la situazione – spiega la deputata Giulia Grillo –. E poi, comunque, vediamo che c'è una Regione che va avanti con la sua proposta, in questo senso, e il Governo centrale rimane immobile per retaggi non tanto culturali, ma per motivi che diventano davvero incomprensibili, a volte, per dinamiche assurde. Bloccare il dibattito su temi così cocenti dal punto di vista etico, secondo me, è la spia di quanto questa classe politica sia lontana dai problemi quotidiani delle persone». Come Movimento 5 Stelle, «noi, a inizio legislatura, abbiamo depositato una proposta di legge che, però, non è stata partecipata. Noi cerchiamo sempre di lavorare sopra queste partecipate con i cittadini. Tra l'altro è un tema che ancora non è stato ampiamente dibattuto, abbiamo depositato questa proposta che era una bozza, quindi ci ripromettevamo tra altre cose che stiamo facendo, anche quella di fare un percorso relativo a questo tema, aprirci alle varie vedute, ad un confronto vero e proprio come è nostra abitudine prima di stilare la proposta definitiva», conclude la deputata M5s.

IL FRIULI VOTA IL DAT - In Friuli Venezia Giulia nasce il «Dat», il registro regionale per le «libere dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario». È la prima Regione italiana, il Friuli Venezia Giulia, ad accogliere ad istituire il registro, attraverso il voto per l'introduzione del tanto discusso testamento biologico. La legge approvata dal Consiglio regionale fa in modo che i medici accedano ai documenti con i quali il soggetto, nel pieno delle capacità di intendere e di volere, esprime la propria volontà rispetto ai trattamenti che preferisce ricevere nel caso in cui non fosse più nella capacità di decidere.

REGOLARIZZARE LA PRASSI - Il primo firmatario del provvedimento, l'esponente di Sel Stefano Pustetto, afferma che la legge in questione tende a regolarizzare ed inquadrare una prassi già in uso in diversi comuni della Regione: «Questa legge, inoltre, mette ordine a quanto già avviene in numerosi Comuni del Friuli Venezia Giulia, tra i quali Udine, Trieste e Pordenone che da soli rappresentano il 40% della popolazione regionale, che hanno istituito un registro per le Dichiarazioni anticipate di trattamento. Analogamente – spiega Pustetto – hanno fatto tantissimi cittadini che si sono invece rivolti al loro notaio di fiducia perché garantisca e conservi le loro volontà sul tema. Preso atto di questo fermento, si è deciso di dare omogeneità al deposito e all’archiviazione delle dichiarazioni individuando nell’Azienda sanitaria l’ente più idoneo ad espletare tale attività».

COSA VOGLIONO GLI ITALIANI?- È un terreno scivoloso, quello del testamento biologico, ma è l'Italia stessa a chiedere che ci si avvii verso la soluzione prevista dalla legge approvata nelle ultime ore in Friuli Venezia Giulia. Come spiega, infatti, Pustetto, «È giusto ricordare come in tutti i sondaggi gli italiani si siano espressi in maniera inequivoca a favore del Testamento biologico, tanto che l’associazione «Per Eluana», nella nostra regione, ha raccolto in breve tempo ben 5.500 firme a favore dell’istituzione di un registro regionale delle Dat. Pur non essendoci in Italia una norma giuridica che disciplini il Testamento biologico, gli articoli 2, 3, 13 e 32 della Carta costituzionale conferiscono a ogni individuo piena e libera facoltà di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi, dimostrando un diritto all’autodeterminazione quale specificazione del più ampio diritto alla dignità umana. La convenzione di Oviedo, inoltre, dice che "un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato un consenso libero e informato"», afferma Pustetto.