21 novembre 2019
Aggiornato 14:00
Conferenza internazionale del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari

Bioetica: Balduzzi, no al massimalismo etico e al minimalismo politico

Il neo Ministro della Salute: Diritto alla vita è il presupposto per l'esercizio di tutti i diritti, insomma quello che possiamo definire un principio-valore, il principio della dignità umana. Biotestamento: Binetti, 15 mesi per trovare consenso più sereno

CITTÀ DEL VATICANO - «Il diritto alla vita non è espressamente menzionato nella Costituzione italiana. Ciò non significa affatto che non se ne tiene conto o che si ritiene non sia un diritto, che può essere regolato, più di un semplice diritto. E' il presupposto per l'esercizio di tutti i diritti, insomma quello che possiamo definire un principio-valore, il principio della dignità umana». Così il neoministro alla Salute, Renato Balduzzi, intervenuto stamane in Vaticano alla conferenza internazionale del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari guidato da mons. Zygmut Zimowski e intitolato «La pastorale sanitaria a servizio della vita alla luce del magistero del Beato Giovanni Paolo II».

Diritto alla vita presupposto per l'esercizio di tutti i diritti - «Ciò che deve impegnare ogni operatore sanitario e ogni struttura dedicata alla salute delle persone è fare del bene a chi soffre», ha proseguito Balduzzi in un discorso diffuso dall'ufficio stampa del ministero e disponibile anche in sala stampa vaticana. «Per questo motivo il ruolo delle istituzioni e dei governi è centrale nella difesa della dignità della vita della persona umana. Il progredire della scienza e della tecnica e le innovazioni tecnologiche, hanno inserito nel dibattito, anche tra gli scienziati, interrogativi nuovi e a volte inquietanti, che hanno anche importanti risvolti giuridici e politici. Ma essi devono assumere profili rilevanti e severi in ordine alla piena realizzazione della persona umana e alla sua dignità, come ho accennato. Quello che abbiamo davanti è dunque una sfida che va affrontata evitando due rischi, quello del massimalismo di segno etico da una parte e quello del minimalismo di segno politico dall'altra».
«Questo convegno - ha concluso Balduzzi - è dunque di grande importanza in quanto l'approfondimento del magistero del beato Giovanni Paolo I può permettere di ricondurre a unità le diverse prospettive ei approccio al nostro tema: quella del fare del ben a chi soffre e quella del fare del bene con la sofferenza, attraverso la sofferenza».

Biotestamento: Binetti, 15 mesi per trovare consenso più sereno - «Mi auguro che il disegno di legge sul testamento biologico arrivi a buon fine in questa legislatura»: lo dichiara la deputata dell'Udc Paola Binetti. «Mi auguro - spiega Binetti - che attorno a questo provvedimento in questi 15 mesi sia possibile costruire, in un clima politico totalmente cambiato e meno conflittuale, un consenso più sereno. Se ci sono aspetti da modificare, si possono modificare».
Approvato dal Senato il 26 marzo del 2009 (relatore Raffaele Cabalrò del Pdl), poi dalla Camera il 12 luglio scorso (relatore Domenico di Virgilio del Pdl), il ddl è nuovamente approdato a Palazzo Madama lo scorso 20 ottobre. Incardinato in commissione Igiene e sanità, il provvedimento, dopo le audizioni, è ora oggetto della discussione generale. Non è ancora in calendario la prossima riunione di commissione.
L'insediamento del Governo Monti al posto del Governo Berlusconi «non è indifferente», ammette il relatore Calabrò. «Il nuovo ministro della Salute Renato Balduzzi ha precisato che questo tipo di provvedimento è di spettanza parlamentare, il che non vuol dire, ovviamente, che il Governo non abbia diritto di esprimere la propria posizione sul tema». L'esponente del Pdl, ad ogni modo, non ritiene che, con la Lega ora all'opposizione rispetto al Governo, cambi la maggioranza che ha approvato il biotestamento tanto alla Camera quanto al Senato (Pdl, Lega, Udc e parte del Pd). «I tempi di approvazione - afferma Calabrò - mi auguro che siano brevi e che il Senato, con modifiche o meno, lo approvi in due o tre mesi». Di avviso opposto la radicale Donatella Poretti, segretario della commissione Igiene e sanità: «Il testamento biologico è deceduto col decesso del Governo Berlusconi».