24 febbraio 2020
Aggiornato 14:30
Testamento biologico

Englaro: Vittime dei conflitti di potere

Lunga intervista a La Repubblica del papà di Eluana: «La politica voleva vendicarsi della Magistratura»

ROMA - «Irrispettosa, un insulto al buon senso, incostituzionale». Usa parole chiare Beppino Englaro che dalle pagine del quotidiano La Repubblica non nasconde la propria amarezza dopo il sì di Montecitorio al biotestamento. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica, Englaro ha ribadito un concetto: «né un medico né uno Stato può disporre della mia salute». Il dito di Englaro è dunque rivolto ai politici: «Con questa legge, io come tutti i cittadini, diveniamo vittime dei conflitti di potere, vittime sacrificali di una vendetta contro la magistratura che ha avuto l'unica colpa di rispondere alle nostre domande citando la Costituzione e la Convenzione di Oviedo».

Dopo la lunga ed estenuante giornata di ieri, Englaro ha parlato dei suoi auspici: «Spero che tutti lascino scritte le proprie volontà e che questa legge venga impugnata, che alla fine - ha spiegato - venga riconosciuto a tutti il diritto a decidere sulla propria salute e vita». Auspici che cozzano con quello che Englaro vede per il futuro: «Speravo che dopo tutto quello» che abbiamo passato «speravo che i politici avessero capito che nessuno doveva passare l'inferno che abbiamo vissuto».

La Camera dei deputati ieri aveva approvato con ampio margine il ddl nato nel 2008 sulla scia della vicenda di Eluana Englaro: 278 i voti a favore, 205 quelli contrari, 7 gli astenuti.