23 febbraio 2024
Aggiornato 21:30
Inserita una norma che duplica comma già esistente

M5S: Con il «Salva Ilva» il governo aiuta le banche

In una nota Francesco Cariello, deputato del M5S, commentando la decisione del governo di introdurre una norma nel decreto Ilva che duplica il comma 246 già incluso nella legge di stabilità e di cui Cariello è stato il promotore, accusa il governo di aver creato un decreto inaccettabile e inutile.

ROMA - «Il governo ha deciso di inserire nell'ennesimo decreto Salva Ilva la moratoria sui mutui solo per i fornitori dell'acciaieria e questo, oltre a non essere accettabile, è anche inutile perchè la norma già esiste ed è applicabile a tutte le imprese». Lo ha dichiarato in una nota Francesco Cariello, deputato del M5S, commentando la decisione del governo di introdurre una norma nel decreto Ilva che duplica il comma 246 (art.1 L.190/2014) già incluso nella legge di stabilità e di cui Cariello è stato il promotore.

MANCA IL TAVOLO TECNICO - «Sono trascorsi due mesi - ha spiegato l'esponente stellato - dall'entrata in vigore della legge di stabilità e il governo non ha ancora convocato un tavolo tecnico con le categorie per definire il regolamento attuativo della norma». «Giova ricordare - ha detto Cariello - che essa è esplicitamente operativa da gennaio 2015 e quindi non è necessario e nemmeno obbligatorio per le imprese e i cittadini attendere la convocazione del tavolo per usufruirne dei benefici. Basterebbe che le banche, a fronte della norma, applicassero lo stesso tasso d'interesse previsto dal contratto e concedessero la sospensione del pagamento della quota capitale».

LA VERGOGNA DELLE SCORIE - «E poi - proseguono i 5 stelle - la vergogna delle scorie dell'acciaieria: all'art 4, comma 2-ter, si stabilisce che le scorie di fonderia possono essere destinate alla realizzazione di sottofondi stradali o rilevati ferroviari in tutta Italia mediante test di cessione oppure tramite analisi sul materiale, demandando all'Ispra la valutazione dei possibili rischi per la falda e per la salute entro 12 mesi dal recupero, come da regolamento europeo. Cosa vuol dire? Che il test di cessione, l'unica prova certificata di sicurezza, se più favorevole verrebbe bypassata da un regolamento europeo che non riguarda i rifiuti. Insomma: fatto il rilevato stradale con le scorie, dopo 11 mesi può arrivare Ispra che può denunciare il rischio di inquinamento della falda. A quel punto chi pagherà la rimozione? Non vi nascondo che ho trovato surreale leggere sui giornali come il deputato Bratti si sia indignato per quanto contenuto nel decreto inserito dal Senato dallo stesso PD per le scorie di fonderia. Ma è l'ipocrisia a cui ci hanno purtroppo abituati».