30 ottobre 2020
Aggiornato 00:30
Oggi il Consiglio federale decide sul Veneto

Salvini-Tosi alla resa dei conti

Flavio Tosi è intervenuto alla manifestazione di sabato, a testimonianza dell'esistenza di spazi di mediazione. Tuttavia, si è tenuto rigorosamente lontano dal palco - su cui, ha detto, non è stato invitato a salire -, e, ai vari microfoni, ha dimostrato di non aver cambiato la propria posizione. Oggi, il Consiglio federale tenterà di trovare la soluzione definitiva. Forse grazie a un Commissario.

ROMA - Sui numeri, c'è il solito disaccordo, classico immancabile di ogni post-manifestazione. C'è chi dice che in Piazza del Popolo fossero in 20.000 al massimo, e Salvini e i suoi che hanno azzardato un 100.001 proprio al termine dell'evento, per poi rilanciare, poco dopo, numeri più ridimensionati (50.000-60.000). In ogni caso, sono tanti i motivi per cui la giornata di sabato, per la Lega Nord, è stata praticamente storica. Da un lato, l'ulteriore ufficializzazione di «Io sto con Salvini», l'iniziativa con cui il Carroccio, da padano, si è fatto nazionale; dall'altro, lo sdoganamento dell'alleanza con i neo-fascisti di Casa Pound, rinominati «Sovranità»; non da ultimo, la partecipazione di Flavio Tosi, incerta fino all'ultimo. Il sindaco scaligero, dopo aver a più riprese paventato la sua assenza, ha infine deciso di mantenere la promessa fatta qualche giorno prima, e di intervenire alla manifestazione. Un segnale importante, soprattutto in vista del Consiglio federale di quest'oggi.

TOSI A ROMA C'ERA, MA IN DISPARTE - Eppure, la presenza di Tosi, se non fosse stato per i tanti giornalisti interessati a sondare lo stato dell'arte, è passata quasi inosservata. Il sindaco di Verona si è tenuto rigorosamente lontano dal palco - su cui, ha confessato a qualche microfono, non è stato invitato a salire -, mentre i vertici del partito, Zaia in prima fila, sfilavano in pompa magna sull'impalcatura adornata maestosamente dallo slogan «Renzi a casa»

TOSI: NON VOGLIO ROMPERE, MA RIMANGO DELLE MIE IDEE - Insomma, se la presenza di Tosi ha rassicurato i militanti sulla sua permanenza nel partito, non pare che i malumori possano dirsi del tutto appianati. «Non voglio rompere», ha detto Tosi. Ma ha tenuto il punto del contendere, ribadendo che chiede l'applicazione dello Statuto della Lega e cioè che l'ultima parola sulla composizione delle liste in Veneto spetti al Consiglio nazionale veneto. Il sindaco di Verona ha aggiunto che se è vero che Zaia può vincere senza alleati, bisogna comunque favorire la presentazione di liste civiche di sostegno, accanto a quella delle Lega. Anche Umberto Bossi, preoccupato dell'effetto distruttivo che potrebbe avere il duello, ha detto la sua: «Zaia vince comunque, ma alla Lega non basta vincere: deve evitare che il partito si spacchi. E questo è il compito di Salvini». D'altronde, intervistato ieri da RaiNews, Tosi ha dimostrato di non aver cambiato idea nemmeno sulle ricette che, a suo avviso, porterebbero la Lega a vincere le elezioni, ricette praticamente antipodiche rispetto a quelle contemplate da Salvini. Innanzitutto, non abbandonare il federalismo -  «ultimamente è stato un po' messo da parte» - ed evitare che la Lega si confini all'interno dell'estrema destra, altrimenti «Renzi vince». Chiara la posizione sul piano delle alleanze: «Dire sì a Forza Italia e no a Ncd è abbastanza strumentale. Ncd è al governo con Renzi» e non ci dovrebbe stare, secondo Tosi, ma anche Berlusconi era «abbastanza» col governo «fino a ieri». A livello locale è «meglio andare con le liste civiche», mentre «il tema nazionale è diverso». E ancora, il sindaco scaligero si è augurato che Salvini voglia «dismettere la maschera da 'Grillo di destra' e magari indossi una felpa color verde Lega, quella Lega con cui governiamo» in Veneto e Lombardia, «e che da domani ci si possa mettere di nuovo a discutere su come costruire l’alternativa al governo Renzi».

OGGI CONSIGLIO FEDERALEE dopo che Gianluca Pini ha spiegato, proprio al DiariodelWeb.it, che gli appuntamenti cruciali per la risoluzione sarebbero stati la manifestazione di sabato e soprattutto il Consiglio federale di oggi, l'attesa cresce. Anche perché, subito dopo l'evento di Roma, è circolata negli ambienti veneti della Lega la voce di una possibile nomina, da parte di Salvini, di un Commissario, per trovare una soluzione di mediazione tra Zaia e Tosi, con l'obiettivo di evitare pericolose spaccature. Fondati o meno che siano i rumors, sarà il Consiglio di oggi a prendere una decisione. Decisione che i tanti militanti che sabato affollavano Piazza del Popolo con le loro bandiere e la loro passione politica si augurano, finalmente, sia quella definitiva.