24 ottobre 2020
Aggiornato 04:30
Salvini-Tosi: il vertice si farà a Roma

Per il pontiere Pini c'è la volontà di ricucire

Dopo aver incontrato separatamente, nella giornata di ieri, Flavio Tosi e Matteo Salvini, Gianluca Pini spiega al DiariodelWeb.it lo stato dell'arte. Che, assicura, non è così disastroso come i media vogliono dipingere. Tosi e Salvini sarebbero entrambi disponibili a trovare una soluzione duratura, nonostante qualcuno abbia voluto «gettare benzina sul fuoco».

ROMA - Giornata cruciale per la Lega Nord. E non solo perché la bellissima piazza del Campidoglio, a Roma, è stata teatro dell'iniziativa del Carroccio «Marino a casa», che prelude alla grande manifestazione prevista per sabato «Renzi a casa». Ma soprattutto perché, dopo giorni, sono giunti i primi segnali di distensione tra i due «poli» che sembrava stessero lacerando il partito: Matteo Salvini e Flavio Tosi. Da piazza del Campidoglio, il segretario federale ha infatti assicurato ai giornalisti che Tosi non è fuori dalla Lega e non rischia di esserlo. E sulla medesima linea si inscrive la testimonianza affidata al DiariodelWeb da Gianluca Pini, vice capogruppo del Carroccio alla Camera, che pare aver giocato un ruolo importante nell'appianare il conflitto. «Non mi definisco un mediatore, però», puntualizza il deputato. «Tutti quanti, nella Lega, stiamo cercando di mediare e tenere compatto il partito. Semplicemente, ho la fortuna di essere amico di entrambe le parti e di aver avuto un ruolo più agevole in questo senso, ma tutti quanti si stanno impegnando affinché, se dei fraintendimenti ci sono stati e se qualcuno ha voluto strumentalizzare una virgola o una frase, si ritorni tutti quanti al buonsenso», puntualizza.

PINI: ENTRAMBE LE PARTI DISPONIBILI A TROVARE UNA SOLUZIONE - In ogni caso, Pini ha incontrato separatamente, nel pomeriggio di ieri, Flavio Tosi e Matteo Salvini, e ha potuto constatare di persona lo «stato dell'arte». Che, sostiene, non è così disastroso come alcuni media si sono affannati a dipingere. «Entrambi hanno cercato, in maniera serena e non filtrata da interviste o uscite mediatiche, di far arrivare all'altro il proprio pensiero relativamente alla strategia migliore per il Veneto e, in generale, per la Lega», spiega. «Penso che questo dialogo, seppur mediato e a distanza, abbia dato per ora i suoi frutti, nonostante ci sia qualche talebano che continua a gettare benzina sul fuoco. Mi sembra che ci sia la disponibilità di entrambi di trovare  una soluzione ragionevole e solida, soprattutto, che non si fermi alla mera questione elettorale, ma che sia di solidità per tutta la legislatura del Veneto e, in prospettiva, anche per un progetto politico di Centrodestra», dichiara l'Onorevole. Per la soluzione definitiva, si dovrà attendere, probabilmente, il Consiglio Federale di lunedì. «Mi sembra che comunque, tolte le prime fasi di screzi iniziali, ci sia un atteggiamento più prudente e più di buonsenso».

QUALCUNO NEL PARTITO FOMENTA LE DIVISIONI - Insomma, Pini è convinto che una soluzione si troverà, e forse già questo lunedì. «Mi spiace che ci siano ancora persone in Lega che continuano a fomentare delle divisioni», dichiara, «prendendo spunto da qualche virgola in mezzo a qualche discorso per esacerbare gli animi da una parte e dall'altra. L'intelligenza di tutti quanti», puntualizza, «è non cadere in queste provocazioni, perché sarebbe un enorme regalo a chi sogna una Lega divisa». Pini, di fatto, ritiene che, «se Tosi ne fa una questione di autonomia della segreteria del Veneto, e di dignità del popolo veneto e di coerenza rispetto allo Statuto, difficilmente si potrà arrivare a una spaccatura, perché tutti quanti hanno seguito questa linea, che è quella prevista dallo Statuto, appunto. Se invece», aggiunge, «la spaccatura riguarda il nome del candidato, penso sia più difficile trovare la quadra. Ma mi sembra di aver capito che lo stesso Zaia abbia rimesso nelle mani di Salvini la sua disponibilità a trovare una soluzione, e anche rapidamente».

SABATO, OCCASIONE PER UN CHIARIMENTO PRIMA DEL CONSIGLIO FEDERALE - Altro appuntamento potenzialmente «risolutivo», la manifestazione di sabato, in relazione alla quale proprio oggi Tosi ha promesso di fare «l'impossibile» per intervenire, nonostante un impegno preso mesi fa, «per non prestare il fianco a polemiche penose». «Nella manifestazione di sabato ci sarà margine di un incontro a quattro, sei occhi per chiarirsi in anticipo rispetto all'appuntamento di lunedì. Questo è l'auspicio di tutti. Ma al momento la situazione mi sembra più tranquilla», conclude Pini. D'altra parte, le dichiarazioni rilasciate proprio oggi dal sindaco scaligero depongono a favore della soluzione diplomatica: «Io dalla Lega non esco, sono sempre stato coerente sull'euro e l'unità d'Italia e continuerò coerentemente a dire quello che penso", ha detto a Sky Tg24. Tosi ha spiegato così il suo dissenso su uno dei cavalli di battaglia della Lega, spesso portato ad esempio della sua dissidenza dalla linea ufficiale: «Quando con Maroni abbiamo dato l'ok a Matteo Salvini segretario - ha ricordato - io avevo detto che sull'euro avevo una mia linea che ho sempre mantenuto. Dissi a Matteo: ti sostengo ma sull'euro la mia posizione è che parlare di uscita dall'euro è tecnicamente non percorribile". Divergenze, insomma, che per ora sembrano non provocare una rottura definitiva. E, in quanto alle Regionali, oggi Salvini ha dichiarato: «Ognuno ha legittime ambizioni, Tosi potrà fare il governatore dopo il secondo mandato di Zaia". Insomma, per ora niente defezioni, cacciate o abbandoni. Ma per capire quali saranno i termini del «trattato di pace» firmato dai suoi leader, il popolo della Lega dovrà aspettare la manifestazione di sabato, e il Consiglio Federale di lunedì.