5 giugno 2020
Aggiornato 08:30
La Riforma Delrio sospesa in un limbo

Delrio a Poletti e Madia: «Ma le Province non erano state cancellate?»

La Riforma Delrio doveva abolire le Provincie, e tagliare le spese relative ai costi politici relativi al loro ingombrante apparato burocratico-amministrativo. Invece, non solo le Province sono ancora lì, ma assumono perfino nuovo personale dirigenziale.

ROMA - La Riforma Delrio doveva abolire le Provincie, e tagliare le spese relative ai costi politici relativi al loro ingombrante apparato burocratico-amministrativo. Invece, non solo le Province sono ancora lì, ma assumono perfino nuovo personale dirigenziale.

LE PROVINCE DELLA DISCORDIA - In barba alla Riforma Delrio, gli enti locali invece di tagliare il personale assumono nuovi dirigenti e dipendenti. E' vero che da un lato sono stati ridotti i politici da un punto di vista «organico», ma dall'altro è rimasta in piedi tutta la struttura costituita di funzioni tecniche delegate in materia di scuola, strade, formazione, ambiente, ecc. per cui gli enti «fantasma» continuano non solo a esistere, ma anche ad assumere nuovi segretari. Ne sono una prova Varese e Ferrara, dove si è votato per la seconda legislazione come ente di secondo livello. Insomma, che fine ha fatto la Riforma Delrio? A distanza di quasi dieci mesi, siamo ancora a «caro amico, ti scrivo»: perché l'assorbimento delle funzioni delle (ex) Provincie da parte delle Regioni e dei Comuni, procede molto lentamente e con non pochi ritardi.

NUOVE ASSUNZIONI DA 155MILA EURO - I primi risultati si vedranno – forse – in primavera; ma già non mancano problemi e paradossi. Upi e Anci, guardando i dati dei bilanci, hanno sottolineato il rischio che - in seguito ai tagli dovuti alla Riforma – molte provincie andranno incontro a gravi problemi finanziari, tanto da rischiare il default. Un esempio: a Campobasso, la Provincia ha annunciato che avrebbe tenuto nelle scuole i caloriferi accesi solo per tre ore al giorno – per risparmiare sul riscaldamento -, non potendosi permettere di pagare il consumo dei termosifoni scolastici per tutto l'inverno. Non ci sono i soldi, e questa non è una novità. Ma il paradosso che lascia ancor più sbigottiti è un altro: l'abolizione delle province doveva comportare circa 20mila esuberi, invece sono stati assegnati nuovi incarichi dirigenziali. E non sono incarichi da poco. Perché si tratta di segretari generali, figure tecniche di nomina politica che comportano rilevanti oneri per le amministrazioni: costano da 43mila a 155mila euro, con retribuzione di posizione e di risultato per le province più popolose.

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