17 ottobre 2019
Aggiornato 18:00

I leghisti: meglio andare da soli, che con questo Berlusconi

Le previsioni della Lega si sono realizzate. Con una Fi, per Zaia, «tappetino del Pd», il Centrodestra pare già uscire sconfitto dalle votazioni per il Colle. C'è anche chi indica i fittiani come i franchi tiratori del 2015, che, votando Mattarella, tenteranno di mettere fuori uso Silvio. E, nel caos del Centrodestra, il Carroccio supera Fi nei sondaggi e si prepara a guidare i giochi

ROMA – La Lega non ci sta. Il partito di Matteo Salvini non è disposto a fare il gioco del Matteo premier, che sembra aver lanciato a Silvio Berlusconi un brutto tiro. E’ stato lo stesso leader del Carroccio, ieri, a dichiarare che «la Lega non può tornare comoda se Renzi ti frega. A Berlusconi è mesi che diciamo che Renzi lo avrebbe usato e poi scaricato. Alla fine è successo. Chi vuole dialogare con la Lega ora lo fa sui nostri temi, sui nostri progetti, sui nostri uomini, altrimenti andiamo avanti da soli».

PREVISIONI DELLA LEGA CONFERMATE DAI FATTI - La Lega, insomma, sembra puntare i piedi, rivendicando di aver saputo prevedere ciò che poi, effettivamente, è accaduto. Il Patto del Nazareno, l’accordo sul cui altare, sostengono i dissidenti azzurri, Berlusconi ha «svenduto» Forza Italia firmando una legge elettorale ad essa del tutto svantaggiosa, si è incrinato ieri, sul Quirinale. E tutto, naturalmente, a vantaggio di Matteo Renzi. «Uno a zero e palla al centro. Renzi ha fatto il suo gioco e fino ad ora gli è riuscito bene», ha riconosciuto Luca Zaia, presidente del Veneto, commentando da 'grande elettore' la prima giornata di voto per il Presidente della Repubblica. «Renzi è riuscito a proporre e imporre un candidato, ma soprattutto ha portato a casa un risultato politico evidente. Berlusconi secondo me - ha aggiunto Zaia - ha la necessità di uscire da questo impasse anche perché per lui l'elezione di Mattarella con Forza Italia e parte del Centrodestra all'angolo sicuramente rappresenta una sconfitta politica». Parole dure, dal governatore del Veneto, che cristallizzano l’immagine di un ex Cavaliere praticamente alla berlina. Se davvero il nome di Mattarella terrà fino a sabato e prevarrà sugli altri candidati, infatti, la Lega potrà dire di averci visto giusto sin dall’inizio: Berlusconi, cioè, non ha saputo contrappesare il gioco di Renzi e, alla fine, in cambio del suo appoggio, non è riuscito a portarsi a casa nemmeno un nome gradito al Centrodestra per il Quirinale.

CENTINAIO: FI TAPPETINO DEL PD - Ancora più esplicito Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato: «In questo momento il patto del Nazareno non ha retto, nonostante Forza Italia si sia messa a tappetino», ha dichiarato questa mattina ad Agorà, su Rai3. «Forza Italia è stata il tappetino del Partito Democratico. Insieme alle riforme, Forza Italia nei mesi scorsi ha fatto più volte la stampella del governo, anche su diversi decreti non legati alle riforme, restando in aula e garantendo il numero legale». Posizione chiara, dunque, da parte del Carroccio, coerentemente manifestata anche durante le votazioni di ieri, quando i leghisti hanno alzato cartelli in Aula: provocatoriamente, ad essere sbandierata è stata la prima pagina del «Manifesto» con il titolo ormai leggendario «Non moriremo democristiani». Il partito di Matteo Salvini, che ha deciso di votare Vittorio Feltri, ha protestato in questo modo contro l'ipotesi di Sergio Mattarella come nuovo presidente della Repubblica. Intanto, l’ex Cavaliere, conscio di essere stato una pedina nelle mani del giovane premier, ha annunciato ai suoi che «la candidatura di Sergio Mattarella segna un altolà al patto del Nazareno», confermando implicitamente la tesi della Lega. Ancora nessuna intenzione di far cadere l’esecutivo, ma sicuramente, dalla giornata di ieri, nell’idillio tra Renzi e Berlusconi qualcosa si è rotto. 

FITTIANI PROSSIMI FRANCHI TIRATORI NEL CENTRODESTRA? - Alfano ha cercato di ridimensionare il caos che imperversa nel Centrodestra, assicurando che «ogni valutazione sul governo» fatta in relazione al voto per l'elezione del presidente della Repubblica «è fuori luogo». L’ex pupillo del Cav, infatti, ha affermato che «per noi il patto di governo tiene ed è estraneo a questa giornata». Eppure, c’è chi non la vede così semplice.  Secondo alcune voci, infatti, il capo dei dissidenti berlusconiani potrebbe ordinare alla truppa (36 grandi elettori) di sostenere in segreto Mattarella, per fare danno al Cavaliere e incolparlo del disastro politico. E Minzolini, dissidente che a Silvio vuole bene, avverte: «Se facessimo una cosa del genere perderemmo la nostra credibilità». Fitto nega tradimenti nell’urna, «al momento intendiamo votare contro Mattarella». Ma esige «un azzeramento totale nel partito e nei gruppi parlamentari, responsabili di questo fallimento politico». Historia magistra vitae, pare: ci si chiede se quello che, nel 2013, è avvenuto nel Centrosinistra, con i franchi tiratori che, azzoppando Prodi, hanno costretto alle dimissioni Bersani e dato il via al completo rinnovamento del Pd, possa ora ripetersi specularmente nel Centrodestra. Che, però, deve tener conto di una variabile in più, e non di poco peso: la Lega.

NEI SONDAGGI, LA LEGA PRIMO PARTITO DEL CENTRODESTRA - Una Lega che, tutto sommato, dall’impasse del Centrodestra ci sta anche guadagnando. Secondo quanto riportato da EMG, infatti, il Carroccio, nel corso dell’ultima settimana, ha guadagnato lo 0,7%, arrivando al 14,8% e superando Forza Italia, in calo dello 0,5% al 14,0% La Lega diviene così il primo partito del Centrodestra, mettendo sempre più in dubbio, per la prima volta in oltre vent’anni, la leadership di Forza Italia e soprattutto di quel Silvio Berlusconi che è sempre stato considerato «il faro» dei moderati. Gli elettori di Centrodestra, probabilmente, vedono nel Carroccio di Salvini l’unica forza di opposizione al Centrosinistra coerente con se stessa. Forte di questa consapevolezza, Matteo Salvini ha quindi  puntualizzato che, se dialogo con Forza Italia ci sarà, ciò avverrà unicamente alle sue condizioni, sui suoi temi e con i suoi uomini. Perché ora, nel Centrodestra, è lui a guidare il gioco.