29 agosto 2025
Aggiornato 05:30
Dopo l'articolo di Rizzo sui rimborsi intascati dai cinque stelle

Grillo querela il Corriere: «Ci denigri e non ci concedi la replica»

Il Movimento dichiara guerra al Correre della Sera, dopo l'articolo apparso a pagina 5 sulle poche rinunce dei cinque stelle in materia di rimborsi. Il quotidiano di via Solferino sarebbe colpevole non soltanto di aver pubblicato un pezzo «scorretto e denigratorio», ma anche di non aver dato la giusta visibilità alla replica dei diretti interessati

ROMA - Dal blog di Beppe Grillo, un'altra dichiarazione di guerra: questa volta al Corriere della Sera, colpevole di aver pubblicato, lo scorso 1 dicembre, un articolo di Sergio Rizzo a pagina 5, «con richiamo in prima pagina», dall'eloquente titolo: "Intascano oltre il 90% dei rimborsi: le poche rinunce del M5S"E il succo di quel pezzo è chiaro: pure i deputati del Movimento, obbligati da regolamento a rendicontare con assoluta precisione le proprie spese e a mantenere uno stile di vita frugale, proprio quei deputati che si sono dimezzati le indennità (2500 al mese su 5246), sui rimborsi, invece, non appaiono così virtuosi. Il giornalista del Corriere, infatti, calcolatrice alla mano, riporta che, nel mese di novembre, i 5 stelle si sarebbero risparmiati solo il 5% delle somme teoricamente «rinunciabili», confermando la linea tenuta l'anno precedente.

E LE RINUNCE SUGLI STIPENDI SONO, PER ORA, INUTILI - Rizzo non si ferma qui. Il pur ammirevole dimezzamento delle indennità, infatti, non avrebbe dato i risultati sperati dagli adepti del Movimento. L'intenzione, infatti, era quella di alimentare un fondo di garanzia per i finanziamenti alle piccole imprese che dovrebbe essere gestito dal ministero dello Sviluppo economico.​ In tutto, la somma accumulataammonterebbe a 7 milioni e 984 mila euro​. «Peccato che da un anno», ha riportato il giornalista del Corriere, «quando il Ragioniere generale dello Stato Daniele Franco ha firmato un decreto che consente l’attivazione di quel capitolo di bilancio, quei soldi non siano stati ancora utilizzati. Fermati, bloccati, paralizzati: a quanto pare, in un incomprensibile rimpallo fra ministero dell’Economia e Consiglio di Stato che non si sarebbe ancora esaurito. Con il risultato che i contribuenti non hanno risparmiato quasi un bel nulla. E le microimprese, certo non per colpa dei grillini ma di una burocrazia assurda e inconcludente, restano a bocca asciutta»

MA GRILLO NON CI STA - Ma il blog di Grillo non ci sta, e risponde per le rime alla «macchina del fango» azionata dal quotidiano di via Solferino. Colpevole, innanzitutto, di aver colpito ingiustamente «con un articolo scorretto e ingannevole l'unico gruppo che in Parlamento si è dimezzato lo stipendio e restituisce in maniera trasparente tutto ciò che non utilizza per la propria attività parlamentare»; in secondo luogo, di aver negato "alla replica del Movimento lo spazio e la visibilità che pure per legge avremmo dovuto avere", relegata a pagina 49, castrata da una scarsissima visibilità e dallo scoraggiante titolo «Interventi e repliche». La condanna è totale e inappellabile: «Fa male e indigna che Rizzo scriva 'in 31 non hanno ritirato l'indennità di ufficio', lasciando intendere a chi legge che tutti gli altri deputati, invece, se la intascano. Rizzo sa benissimo (ma i suoi lettori, grazie a lui, non lo sapranno mai) che tutti gli altri deputati l'indennità di carica non la ricevono: cosa avrebbero dovuto ricevere?". E il peggio, si legge nel blog, è che Rizzo, anzichè «ammettere l'errore e chiedere scusa, ha replicato piccato, perseverando nella sua azione di disinformazione che colpisce non solo i deputati, ma l'intero MoVimento 5 Stelle».

IL CORRIERE QUERELATO - Con tanto di fac-simile e documentazione scaricabile dal blog per tutti i deputati intenzionati a prendere provvedimenti, l'annuncio della querela non tarda ad arrivare: «Alla luce di questo articolo falso, offensivo, insinuante, scorretto e denigratorio, che lede l'immagine, la reputazione, il decoro professionale e la dignità, sia privata che pubblica, di ognuno dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle, e alla luce della mancata rettifica, procederemo con la querela nei confronti del Corriere della Sera nella persona del proprio Direttore Responsabile e nei confronti del giornalista Sergio Rizzo». Ai posteri l'ardua sentenza.