23 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
Il presidente veneto predispone ispezioni in ospedale

Zaia non si fida della quarantena dei militari statunitensi

Il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, torna ad affrontare il tema caldo del virus ebola e lo fa ponendo l'attenzione sui soldati statunitensi sottoposti alla misura di precauzione della quarantena, nell'ospedale militare di Vicenza. Il Governatore avverte: «Ci saranno nuove ispezioni per vedere se sono state rispettate tutte le modalità».

PADOVA - Il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, torna ad affrontare il tema caldo del virus ebola e lo fa ponendo l'attenzione, ancora, sulla presenza dei soldati americani nella base di Vicenza. A Treviso, qualche giorno fa, Zaia parlava del caso degli undici soldati statunitensi che, nella base militare di Vicenza, sono stati sottoposti alla misura cautelare della quarantena, a causa di un possibile contagio. Il presidente della Regione Veneto affermava che il Veneto «non è un lazzaretto, ospitiamo basi militari non centri per l'ebola».

NUOVE ISPEZIONE IN OSPEDALE A VICENZA - Zaia non si dà per vinto e oggi, ha annunciato delle ispezioni all'ospedale di Vicenza, dove è stato ricoverato uno dei militari americani in quarantena perché proveniente da aree colpite dal virus Ebola: «Farò partire da subito una ispezione per vedere se sono state rispettate tutte le modalità». Continua le sue dichiarazioni, il presidente della Regione Veneto e sottolinea l'importanza di constatare il più approfonditamente possibile le situazioni reali in cui vertono i militari USA. Afferma il Governatore: «Voglio verificare fino in fondo se sono stati presi tutti gli accorgimenti possibili ma è la dimostrazione di quello che dicevo: se abbiamo dei militari in quarantena qui e poi se si rompono anche solo una falange vanno curati e portati in ospedale quindi quello che dicevo era vero, era meglio fossero portati in quarantena a casa loro».

IL GOVERNO ABBANDONA IL VENETO - In conclusione, il Governatore veneto pone l'attenzione sull'imprescindibile primarietà della salute dei cittadini della regione che si trova a governare e non manca di attaccare il Governo Renzi che, ancora una volta, ha deciso di non intervenire, lasciando correre su una situazione di estrema delicatezza: «Il rischio, e lo vediamo, è che si entri in un limbo in cui tutto è possibile - ha poi concluso - noi siamo molto preoccupati perché queste quarantene nelle basi americani sinceramente le potevamo evitare. Mi chiedo perché ancora una volta il governo non abbia preso posizione».