28 febbraio 2020
Aggiornato 02:30
L'inchiesta bolognese

Bonaccini: «Sono sereno, parteciperò alle primarie»

Bonaccini spiegherà le sue motivazioni a non ritirare la candidatura davanti alla platea della festa provinciale de l'Unità a Bologna, durante un dibattito sulla città metropolitana assieme al sindaco Virginio Merola. «Ero sereno prima, e sono ancora più sereno adesso»

BOLOGNA - Pranzi e qualche cena e un po' di rimborsi chilometrici di troppo. Per un totale di quattromila euro in 19 mesi. E' questo che i magistrati di Bologna contestano al segretario del Pd dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, candidato (al momento) alle primarie del centrosinistra in vista delle elezioni per il post-Errani. Spese che il democratico è convinto di poter dimostrare alla procura voce per voce, in tempi rapidi, per sgomberare il campo da equivoci ed evitare di inquinare una campagna elettorale già partita male.

PROBLEMI PER LE PRIMARIE - Bonaccini, però, non è l'unico protagonista del film che si sta girando in queste ore tra la sede regionale del Pd e la procura felsinea dove nel pomeriggio è stato interrogato dai pm per tre ore. Dopo l'uscita di scena dell'altro 'renziano' Matteo Richetti, anche lui indagato per peculato nella stessa inchiesta, e la rinuncia di Matteo Riva del Centro democratico, resta disponibile alle primarie l'ex sindaco di Forlì, Roberto Balzani che avverte: «se saltano le primarie faccio una lista da solo». Dalla segreteria nazionale non sono arrivate indicazioni: «ieri non ho sentito Renzi» si è limitato a riferire Bonaccini. Ma nelle prossime ore il premier-segretario potrebbe prendere in mano la vicenda.

RICHETTI SI DIFENDE - Richetti, che è stato a più riprese dai suoi sostenitori per la decisione di farsi da parte, ha tentato di chiarire la sua posizione pubblicando un videomessaggio nel quale rivendica, tra l'altro, la paternità della spending review adottata in Assemblea legislativa quando ne era il presidente: «una scelta che non è per l'obiettivo di una vaga unità del Pd ma era un contributo per semplificare il quadro, per evitare strumentalizzazioni, per rafforzare il lavoro del Partito democratico ed evitare che gli elettori fossero sottoposti ad ogni tipo di strumentalizzazione».

BONACCINI, SONO SERENO - Bonaccini, invece, spiegherà le sue motivazioni a non ritirare la candidatura davanti alla platea della festa provinciale de l'Unità a Bologna, durante un dibattito sulla città metropolitana assieme al sindaco Virginio Merola. «Ero sereno prima, e sono ancora più sereno adesso - ha detto uscendo dalla procura il modenese -. Perché penso che abbiamo potuto dare spiegazioni per qualsiasi eventuale addebito».