25 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
Palazzo Madama

Sel: Stiamo col M5s

Per non rischiare di rimandare tutto a settembre, il premier Matteo Renzi deve cercare la via della mediazione con Sel, che da sola ha presentato oltre seimila emendamenti. Ma non sarà facile se il senatore di Sinistra-Ecologia e Libertà, Peppe De Cristofaro, afferma: «Siamo d'accordo con le altre opposizioni: è necessario rallentare il cambiamento».

ROMA -  Il rischio, piuttosto alto, è che tutto e tutti siano rimandati a settembre. Ma a Renzi non va di ritrovarsi ancora una volta con un pugno di mosche in mano, e allora le alternative sono due: o il presidente del Senato, Pietro Grasso, decise di contingentare i tempi, facendo imbestialire le opposizioni, oppure si cerca la via della mediazione. Inevitabile quella con Sel, che da sola ha presentato circa sei mila emendamenti. Sono circa 4.500 quelli presentati soltanto sui primi due articoli del ddl Boschi, i più delicati perchè riguardano la funzione, la composizione e l'elezione del nuovo Senato. Tra questi anche quelli che propongono la riduzione del numero dei deputati.

De Cristofaro (Sel) : Stiamo col M5s - Il senatore di Sel, Peppe De Cristofaro, supporta per conto del Gruppo Misto-Sinistra Ecologia e Libertà la richiesta avanzata dal M5S per il ritorno del provvedimento in Commissione e per il non passaggio agli articoli: «Qui non stiamo discutendo di una legge elettorale, ma della riforma che cambierà l'architettura costituzionale del Paese per i prossimi decenni. Per queste ragioni credo che, se le opposizioni chiedono maggiore approfondimento e una maggiore articolazione della discussione, ciò non possa essere tacciato semplicemente come una volontà di rallentare il cambiamento».

I sassi del M5s sono niente a confronto delle vostre scelte sbagliate - «La tesi - ha proseguito De Cristofaro - secondo la quale chi si oppone a questa riforma, chi la considera sbagliata, chi avanza dubbi e perplessità, voglia semplicemente sbarrare la strada alle riforme è propaganda pura. È una tesi che può essere utile per un titolo sui giornali, ma non è utile per il Paese. La verità e che noi non siamo mai stati sufficientemente ascoltati, in più occasioni, quando abbiamo chiesto al Parlamento di essere cauto rispetto la riforma del Titolo V o rispetto al pareggio dl bilancio in Costituzione. Ricordo che anche all'epoca queste raccomandazioni venivano considerate sassi, ma i veri sassi, anzi, i veri macigni sono rappresentati proprio dalle scelte sbagliate operate nel corso di questi anni».

Serve il referendum popolare - «In ogni caso, che ci siano o meno i due terzi dei voti a favore di questo ddl, dovrà esserci il referendum popolare, perché il referendum e il popolo sono sempre sovrani. E credo che questo sarebbe il miglior modo per il governo di dimostrare che non si tratta di svolta autoritaria, ma semplicemente di opinioni diverse. Se è così, mi auguro che questo dibattito - ha concluso De Cristofaro - possa attraversare l'intero Paese e non semplicemente l'Aula parlamentare».

De Petris (Sel): Non ritiriamo gli emendamenti - «Non ci è arrivata nessuna richiesta di incontro e anche se ci fosse noi comunque non ritireremo i nostri emendamenti sull'elezione diretta del Senato e sulla riduzione del numero dei deputati». Lo ha ribadito Loredana De Petris, capogruppo del Misto al Senato, esponente di Sel e responsabile della maggior parte degli emendamenti ostruzionistici, quasi 6mila, alla riforma costituzionale.